Dall’ugly chic al cringe chic, essere goffi è sinonimo di coolness

“Cringe”, tradotto letteralmente come “ridicolo” o “imbarazzante”, da diverso tempo è l’insulto preferito sui social, ma si è recentemente rivelato un’arma vincente nel mondo beauty&fashion. È passato poco più di un anno da quando il New York Times ha stilato una lista di item e comportamenti etichettati come “cringe”, dai leggings con le stampe della galassia alle Crocs – che al momento, invece, sono amatissime. Nell’ultimo anno, tuttavia, la situazione si è ribaltata quando sempre più creator e celebrità hanno deciso che essere cringe, in realtà, è il lato più esclusivo della loro personalità, nonché l’ingrediente speciale per creare dei look flamboyant e all’avanguardia. Ed è così che si è iniziato a parlare di “cringe chic”, discendente del più noto “ugly chic” lanciato da Prada a metà degli anni ’90, per esaltare l’estetica della quotidianità e riformulare i canoni del buon gusto. Ma se da una parte, Prada si concentra su un’atmosfera di eccentricità banale – titolo della celebre SS96 -, il nuovo cringe chic punta tutto sull’ironia, la goffaggine e i contrasti sfacciati, celebrando gli accostamenti più impensabili.

Nonostante non ci sia un vero e proprio brand che abbracci appieno quest’estetica, JW Anderson ce ne ha dato un assaggio con i chiacchieratissimi mocassini Frog presentati durante la FW23, mentre Ashley Williams ha scavato tra i trend più caotici dei Millennials creando abbinamenti azzardati per la SS24. Per non parlare degli stivali mostruosi di AVAVAV, la rinnovata passione collettiva per i bonnet e le cuffie per capelli, gli occhiali da sole oversize e le mollettine colorate. Tra i paladini del cringe chic il podio ospita Grimes, con i suoi outfit cybercore strampalati, Billie Eilish e le sue mise grannie-core che se ne infischiano del dress code, e ovviamente Julia Fox, regina dello street style più provocante, che spesso accoglie accenti clowneschi e silhouette esagerate. Ma il web pullula di fashion addicts e creator che sperimentano nel nome di questa tendenza, dando sfogo alla propria creatività senza paura di essere etichettati come ridicoli.

Crediti: Pixelformula, SIPA / IPA; Getty images; Pradagroup.com;
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