Dimenticate il rassicurante ticchettio di una chiusura lampo o il peso familiare di una tracolla in pelle: negli ultimi tempi, la moda sembra aver deciso che le borse siano diventate, paradossalmente, l’accessorio meno interessante da portare in mano. Sempre più spesso i designer preferiscono esplorare il concetto di “gestualità”, trasformando oggetti quotidiani o addirittura altri capi d’abbigliamento nel fulcro del look. È un invito a liberarsi dalle strutture rigide e a giocare con l’assurdo, portando sotto i riflettori ciò che solitamente teniamo nascosto o che consideriamo puramente funzionale.
La recente sfilata Chanel Cruise 2026/27 ha catturato perfettamente questo spirito di libertà sfacciata: le modelle sono apparse in passerella con le loro scarpe direttamente in mano; come un’istantanea rubata alla realtà, quella di una donna che, a fine serata o dopo una lunga camminata sulla sabbia, decide che il comfort viene prima di tutto, trasformando le scarpe in un accessorio personale.

Sulla stessa scia di ribellione alle etichette si inserisce Miu Miu per la collezione FW25. Qui Miuccia Prada ha spinto il concetto di “abbigliamento come borsa” all’estremo: i capispalla non vengono indossati, ma stretti sotto il braccio. È l’estetica dell’urgenza, di chi deve uscire in fretta e non ha tempo di sistemarsi, rendendo l’ingombro di un cappotto l’unico ornamento necessario al look.

Quando si parla di sfidare la percezione visiva, Demna Gvasalia non è secondo a nessuno. Per la collezione Fall 24 di Balenciaga, la borsa smette di esistere nella sua forma canonica per mimetizzarsi in altri oggetti. Abbiamo visto sfilare accessori che sembrano in tutto e per tutto delle décolleté rovesciate o, ancora più provocatoriamente, dei semplici bicchieri per il caffè da asporto. È il trionfo del trompe-l’œil contemporaneo, dove l’oggetto di consumo più banale viene elevato a feticcio di lusso, confondendo lo spettatore su cosa sia effettivamente un contenitore e cosa un puro orpello.

Al contrario, la visione di Bottega Veneta per la SS25 sceglie la via della delicatezza e del romanticismo concettuale. Per completare gli outfit, Blazy ha deciso che non servisse altro se non un mazzo di fiori freschi, portato con la stessa noncuranza con cui si maneggerebbe una pochette.

Infine, non si può non menzionare la chiusura della sfilata “Le Palmier” di Jacquemus. Simon Porte ha scelto di far sfilare l’ultima modella con un calice tra le dita, un omaggio esplicito all’iconica fotografia di Paloma Picasso che tiene un bicchiere di vino come se fosse un’estensione della sua eleganza. In questo gesto c’è tutta la filosofia della moda attuale: non importa cosa si trasporta, ma come si porta. Che sia un calice, una scarpa o un cappotto, l’accessorio del futuro è, prima di tutto, un atteggiamento.
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