Dalla violenza alle “spedizioni punitive” la preoccupazione è solo una: dove andremo a finire?

Milano, anno duemilaventiquattro. Alle soglie della rivoluzione, già in atto, dell’intelligenza artificiale, del mondo iperconnesso e dell’apparente progresso, desiderato dalle generazioni passate, la realtà puntualmente viene a svegliarci. Per mesi vi abbiamo raccontato delle pagine di cronaca tempestate di notizie terribili, che si aggiungono ad altre altrettanto terribili dai conflitti nel mondo, o dalle profonde disuguaglianze sociali. Tutta carne da aggiungere al fuoco ardente e più che mai vivo su cui rosoliamo lentamente, noi cittadini di ogni città d’Italia, d’Europa e del mondo. Quello della paura e della violenza, dell’ingiustizia e dell’odio.

E ad aiutarci non ci sono di certo esempi positivi. Dalle aggressioni nei confronti dei poliziotti, a quelle nelle carceri minorili nei confronti dei detenuti. Dalle baby gang che picchiano un diciottenne in 9 per sottrargli un iPhone, alle violenze di ogni genere in metropolitana, per strada, nei locali, nei confronti delle donne. Derive senza freni, prive di contromisure e conseguenze. Una delle capitali, nostro malgrado, di questo scenario è senz’altro Milano, motore economico dello sviluppo italiano, schiava di casi all’ordine del giorno di paura e terrore. C’è chi la chiama Gotham City, chi il far west.

Di sicuro c’è che la soluzione non si trova. Da chi invoca che la responsabilità è dello Stato, a chi risponde che è del Comune. Chi dice che ci vogliono più agenti da anni, ormai, e nel frattempo non sembra muovere un dito per cercare di tamponare la situazione, e chi che va tutto bene. Anzi, ci gioca su questo malessere, simulando una rapina in diretta, giusto per promuovere il proprio nuovo singolo nuovo di zecca. Ma anche di chi viene pestato da un gruppo di persone, per un presunto diverbio in una discoteca. Arrivando al punto di leggere di “spedizione punitiva” sui giornali. Parole e notizie che ci riportano a una sola ricostruzione di quattro parole: dove andremo a finire? Di questo passo, la risposta potrebbe arrivare molto presto.

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