Dalla Space-Age allo Sci-Fi, la moda si fa “spaziale”

Il 12 aprile 1961 il cosmonauta russo Jurij Gagarin contemplò la Terra dallo spazio. Fu il primo uomo a compiere un’impresa simile e da quel momento in poi le persone cambiarono il loro approccio nei confronti di un universo che fino ad allora era sembrato a tutti come qualcosa di ignoto e inaccessibile. La moda come al solito fa da specchio ai grandi cambiamenti sociali e non è un caso che proprio negli anni ’60 esplode la tendenza “Space Age”; colori optical a contrasto come il bianco e il nero ma anche shades metalliche, geometrismi e volumi, plexiglas e pvc, la moda si ispira alle navicelle dello spazio, alle divise degli astronauti, alla shades iridescenti delle galassie. Designer come Pierre Cardin, Courreges e Paco Rabanne sono tra i pionieri di questa tendenza, mentre al cinema impazza lo sci-fi, con protagoniste come Barbarella, interpretata da una giovanissima Jane Fonda tra micro bodysuits e stivali cuissardes.

Nel corso degli anni la moda ha più volte preso e reinterpretato questo tema, basti pensare al lavoro di Thierry Mugler, di cui Zendaya ha recentemente indossato l’iconica cyber suit del 1995 in occasione della première del capolavoro sci-fi Dune. L’ultima stagione FW24 ha visto un ritorno della tendenza, da Marni a Louis Vuitton fino a Courreges che ripesca i codici distintivi del proprio heritage, dove i richiami al futurismo sono sempre stati assoluti protagonisti. E se anche Kim Kardashian ama spesso i look da aliena, come il total look Balenciaga in nero, Bianca Censori potrebbe essere una novella Barbarella, proprio per la scelta dei suoi look, dove innovazione a tratti futurista e sexyness sono sempre presenti. Diverso l’approccio di Rosalia che si ispira agli astronauti per il suo outfit oversize in pelle, mentre Julia Fox sembra atterrata direttamente dalla luna.

[📷Getty Images; Instagram @rosalia.vt; coperniparis.com; Moda Milano, Splash News, ABACA / IPA; 📹Getty Images; Backgrid / IPA]

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