Dal workwear allo streetwear, la salopette è un’intramontabile icona

Lunga o corta, baggy o aderente, in pelle o in denim: quella con la salopette è una love story che ha saputo continuamente reinventarsi, sopravvivendo indenne ai decenni e soprattutto adattandosi a mille situazioni. Uno di quei capi che non passa mai di moda, e a brevettarla per primo pare sia stato proprio Levi Strauss, il padre di Levi’s, nella seconda metà dell’Ottocento. Non era proprio come la conosciamo oggi, ma una patta da indossare sopra la biancheria intima che anni dopo si adattò anche alle necessità delle donne che lavoravano in fabbrica per sostituire i mariti partiti in guerra.

Così nasce il capo unisex per eccellenza che colma il divario tra fashion e funzionalità. Dalle fabbriche a Hollywood il passo è stato breve e a indossare le salopette erano le donne più emancipate del cinema. Da Brigitte Bardot in “Babette va alla guerra” a Sophie Marceau in “Il tempo delle mele”, solo per citare alcune icone che l’hanno portata. Ma anche Lady Diana, che la utilizzava per il tempo libero trascorso nella tenuta di Highgrove, immortalata in uno dei look che più continua a ispirare anche oggi.

È però negli anni ’90 che diventa uno statement della moda teen e young adult, finendo in tv e sui red carpet. Per quanto cambi i connotati, la salopette da allora non ha più abbandonato i riflettori, continuando ad affascinare le celeb, da Hailey Bieber a Taylor Swift, che la indossano in ogni contesto. Dalle passerelle agli streetstyle, infatti, la tuta con pettorina è ciò che definiremmo un evergreen in piena regola, dal fascino universale.

[📸 Getty Images; Splash News, Shutterstock, CelebrityArchaeology, TNYF/WENN, BACKGRID, Alamy / IPA]

Tags: Salopette