Da Trump alla guerra: com’è cambiato il mondo in questi sei anni

La sorpresa è il sentimento più frequente che ci assale negli ultimi anni, il cambiamento ha minato molte di quelle certezze che sembravano scontate. Sei anni. È il tempo che è intercorso da quando il Paese faro del progresso occidentale, gli Stati Uniti, ha visto salire al potere Donald Trump, imprenditore e uomo dello spettacolo con posizioni nazionaliste e discordanti rispetto al passato. È l’inizio del dominio del populismo nel mondo, che ha visto prima la Gran Bretagna uscire dall’Europa dopo un referendum, e poi, in Italia, governare Movimento 5 Stelle e Lega, due partiti che si dichiaravano “anti-sistema”. L’ambiente, diventato il tema del futuro, prima con le foto dell’Amazzonia in fiamme, poi con Greta Thunberg, a guidare l’esercito pacifico dei ragazzi in piazza di “Fridays for future”.

Fino al momento in cui le nostre abitudini sono state stravolte definitivamente. È la pandemia lo spartiacque dell’inizio di questo millennio. Dalla normalità a una nuova normalità. Fatta di chiusure, mascherine, distanziamento e vaccini. Il lockdown come un incubo, il bollettino dei contagi e dei morti come un rituale. Gli amici e i parenti attorno a noi che se ne sono andati, la malattia che, in prima persona magari, abbiamo vissuto. E infine, a battezzare il terzo anno di pandemia la scelta di Vladimir Putin: è guerra, stavolta a poche migliaia di chilometri da noi. In Europa, in Ucraina.

La certezza che più di tutte è venuta a mancare rimane una: la pace. Il mondo è cambiato in fretta, scandito da una storia Instagram e un video di TikTok, ma non sembra voler progredire. E mentre preghiamo che finiscano i bombardamenti e che il Covid-19 scompaia, servirebbe far tesoro del passato. Per uscirne, tutti insieme, migliori.

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