Non ci sono abbastanza parole per descrivere l’immensa e prolifica eredità che ci ha lasciato Cristóbal Balenciaga; un couturier, un genio, un architetto che ha saputo completamente trasformare il concetto di moda contemporanea, con visioni e costruzioni che ancora oggi continuano a influenzare i designer.
La prima retrospettiva dedicata al couturier spagnolo fu organizzata già negli anni ’70 per volere della leggendaria direttrice di Vogue Diana Vreeland. Nel corso degli anni si sono susseguite tantissime mostre, ma mai in Italia. “Cristóbal Balenciaga | Shoes from Spain Tribute”, visitabile al Palazzo Morando di Milano dal 21 febbraio fino al 2 marzo 2025, rappresenta dunque un momento fondamentale e unico per celebrare la creatività e la maestria del Maestro anche sul territorio italiano.

Una mostra che, non solo ci porta alla scoperta di alcune tra le creazioni più iconiche di Balenciaga, ma che instaura anche un dialogo immaginario e atemporale con la tradizione artigianale e calzaturiera spagnola. Ai tempi dei défilé di Balenciaga infatti, le modelle si limitavano a camminare mostrando l’abito con il numero corrispondente, ma non vi era un total look compreso di scarpe e accessori. In questa mostra si cerca invece di “completare” quelle magistrali creazioni anche con le scarpe, realizzate dai più importanti artigiani spagnoli contemporanei.

Il progetto, nato dalla volontà di Javier Echeverría Sola, è promosso dalla Federazione delle Industrie Calzaturiere Spagnole (FICE) ed è stato allestito da Elisa Ossino Studio, che ha saputo conferire agli splendidi interni di Palazzo Morando, in Via Sant’Andrea a Milano, un’allure unica e perfettamente in linea con la retrospettiva, riuscendo dunque a esaltare al massimo gli splendidi capi esposti.
I modelli in esposizione sono ben venticinque, e provengono tutti da importanti enti museali e da collezionisti privati. Le calzature sono invece state realizzate da venticinque aziende spagnole, tra cui troviamo Alohas, Casteller, Alhamas, Chie Mihara e tante altre. Inoltre, sono stati coinvolti anche selezionati artigiani del ricamo e delle arti applicate, come Francisco Carrera Iglesias, Ángeles Espinar, Jesús Rosado, Encarnita Berrio, Corina Roselló, Mariana Barturen e Teresa de la Pisa.
La vetrina che affaccia su via Sant’Andrea, rappresenta una prima finestra sul progetto. L’abito a palloncino in seta nera, risalente agli anni ’60, può essere anche visto all’interno della mostra attraverso uno spioncino: un modo per riprodurre le modalità stesse con cui Cristóbal Balenciaga osservava le sue modelle sfilare in passerella, senza mai apparire in prima persona durante lo show.

L’allestimento, che si sviluppa in stanze monocromatiche, prende ispirazione dai codici estetici di Cristóbal Balenciaga, con il bianco burro e il nero profondo, colori dominanti del suo storico atelier parigino. La prima area, intitolata “From Tradition to Innovation”, ha come protagonisti due abiti: uno, tra i più antichi mai realizzati dal couturier, è il cosiddetto abito “Infanta” del 1939, l’altro è il completo da sera con la particolare cappa color lampone indossato dalla Contessa di Torroella de Montgrí per il matrimonio dei futuri sovrani Juan Carlos e Sofia, nel 1962.
La seconda sezione, denominata “The Most Spanish Wardrobe” contiene invece tre capi selezionati direttamente dal guardaroba di Sonsoles Diez de Rivera e di sua madre, la marchesa di Llanzol, entrambe clienti affezionate di Balenciaga. La terza sala è invece dedicata agli abiti da sera, con ben cinque modelli protagonisti della sezione “La Robe de Soir”; tra questi troviamo l’iconico abito a sirena con grande volant a ventaglio fotografato da Richard Avedon per l’edizione di novembre 1952 di Harper’s Bazar.
Segue “Immersive Balenciaga”, dove è possibile guardare l’abito esposto in vetrina attraverso lo spioncino; poi, “Balenciaga’s Black/ Spanish Black” dedicati al nero, il non colore più amato dal couturier, e all’ispirazione al mondo clericale. Infine, “The Bride”, uno strepitoso abito da sposa in shantung di seta avorio completamente ricamato con fili d’argento e realizzato da Cristóbal per Sonsoles Diez de Rivera.
Una sezione a parte è invece rappresentata da due altri sontuosi abiti da sera: uno, del 1951 e appartenente alla Swarovski Heritage Collection, è interamente ricamato con perline e cristalli. Il secondo, esposto nel Salottino al Piano Nobile di Palazzo Morando, è uno splendido capolavoro in oro e rosa pallido, impreziosito da paillettes e perline dorate e abbinato a un cappotto in raso di sera ton sur ton.
Una mostra unica e imperdibile, per gli appassionati di moda ma anche per tutti coloro che vogliono concedersi dei momenti alla scoperta della più autentica bellezza senza tempo.
[📷Courtesy of Press Office; Instagram: balenciaga.tribute]