Cool girls are journalists: come le rom-com anni 2000 hanno plasmato i sogni di una generazione

Per gli appassionati di rom-com, inutile negare che tra gli anni ’90 e i 2000 siano nati alcuni dei film più iconici del genere. So di non essere l’unica quando dico che molti di questi restano i miei comfort movie per eccellenza: li trovo rassicuranti, familiari e in un certo senso ormai così lontani dalla realtà da sembrare più simili a una fiaba moderna che a una commedia romantica. Eppure nonostante la patina perfetta e spesso idealizzata, continuano ad aggrapparsi a qualcosa di incredibilmente reale: il desiderio di costruirsi una vita che rispecchi chi siamo davvero; lavoro, amore e sogni compresi. Per chi come me è sempre stata affascinata dalla moda, quei film rappresentavano anche un’educazione estetica con outfit che erano parte integrante del racconto e che esprimevano le insicurezze e le rinascite delle protagoniste. 

Le protagoniste delle rom-com sono diverse tra loro, ma hanno tutte qualcosa in comune: sono imperfette, ironiche, caotiche, spesso insicure e proprio per questo irresistibilmente autentiche. Le loro fragilità diventano punti di forza e la loro capacità di rialzarsi dopo ogni disastro sentimentale o lavorativo le rendeva (e rende ancora oggi) figure di riferimento per molte di noi cresciute in quegli anni. Erano ragazze normali e come tutte le ragazze normali avevano quella scintilla che le rendeva uniche.

Ma c’era anche un altro fattore che accomunava molte di loro: molte di loro lavoravano come giornaliste, scrittrici o aspiranti tali. Forse non ce ne siamo accorte allora, ma Rory Gilmore, Andrea Sachs ne Il diavolo veste Prada, Carrie Bradshaw in Sex and the City, Rebecca Bloomwood di I Love Shopping o Andie Anderson di Come farsi lasciare in 10 giorni hanno costruito un immaginario preciso, quello della “cool girl” che scrive, osserva, racconta. Un lavoro che sembrava racchiudere indipendenza, creatività e un pizzico di glamour. Anche Jenna Rink di 30 anni in un secondo, che lavora per una rivista di moda, incarna quell’idea di successo femminile che passa per le parole e le riunioni di redazione e persino Blair Waldorf, in una breve parentesi di Gossip Girl, flirta con l’idea di una carriera editoriale in un fashion magazine come se quel mondo fosse un passaggio obbligato per ogni ragazza ambiziosa.

Una tendenza che non è affatto morta, ma anzi si è evoluta. Negli ultimi anni è stata la serie Nobody Wants This ad aggiudicarsi il titolo di erede spirituale delle rom-com anni 2000, dopo un lungo periodo in cui il genere era stato talvolta banalizzato. Sarà perché a interpretarla ci sono due volti simbolo di quell’epoca, Adam Brody e Kristen Bell, ma c’è anche l’evoluzione di quel ruolo che per anni ha definito le cool girls romantiche del grande schermo. Joanne, la protagonista, racconta la propria storia sentimentale attraverso un podcast: una forma di narrazione forse più intima e vicina al pubblico, perfettamente in linea con il presente, ma che conserva la stessa essenza di quei sogni editoriali che le rom-com dei primi anni 2000 ci hanno insegnato ad amare, e che hanno ispirato la vita professionale di molte di noi.

[📸 IPA]

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