Dopo la prima data del tour estivo di Jovanotti, partito il weekend del 2-3 luglio da Lignano Sabbiadoro, non sono mancate le polemiche nei confronti del cantante e dell’organizzazione dell’evento. Oltre alle critiche per le 36 mila persone a sera che hanno preso parte all’evento, nel mirino delle accuse c’è stata anche la location e l’habitat intorno ad essa. In particolare, a porre enfasi su quanto accaduto, ci ha pensato uno striscione comparso a Marina di Ravenna – dove lo show avrà luogo l’8 e il 9 luglio – che recitava: «65 metri di tamerici abbattuti per Jovanotti, in periodo vietato (per nidificazione). Sindaco, l’ha autorizzato lei? Wwf, Fiab (Federazione Nazionale Ambiente e Bicicletta, ndr.), ambientalisti dove siete?».
A seguito della diffusione di tale slogan sui social, non sono mancate le numerose critiche, le cui accuse principali sono ricadute sull’avifauna e sull’habitat protetto nel quale ha avuto luogo l’evento, nonostante lo stesso Jovanotti abbia messo in atto alcune azioni al fine di mantenere il più basso possibile l’impatto dei concerti in spiaggia. Il tour del cantante si compone di 21 tappe complessive e l’hashtag #JovaBeachParty non manca tra le tendenze di Twitter dove la svolta green che l’artista manifesta di dare ai suoi concerti non sembra convincere chi lo critica (anche di ipocrisia).
Le rimostranze arrivano anche dagli ambientalisti di Marevivo che, dalla loro base su un barcone del Tevere hanno deciso di lanciare un messaggio a Jovanotti, scrivendo: «Non è qui la festa! No di Marevivo ai mega eventi in spiaggia» contro iniziative considerate sbagliate e che rischiano di mettere in pericolo ambienti molto delicati.