Quello della community, soprattutto per i brand, è un concetto che esiste dalla notte dei tempi. Ma se prima si trattava di costruirne una fondata sull’esclusività, oggi le cose stanno cambiando e le persone cercano qualcosa di più: non vogliono solo riconoscersi nei volti celebri che rappresentano un marchio, ma sentirsi parte attiva di una rete che unisce, ispira e coinvolge. Complice sicuramente la democratizzazione della moda, che ha reso accessibili in primis le sfilate – un tempo riservate esclusivamente a ospiti selezionati e addetti ai lavori – oggi fruibili a tutti in diretta su Instagram, YouTube o molti altri canali. Ma questo è stato solo il primo step e oggi le persone vogliono sentirsi sempre più presenti all’interno della narrazione di un brand e partecipare concretamente alle esperienze che li rappresentano. Gli store fisici non bastano più, e i punti di contatto diventano sempre più numerosi e diversificati.
Basti pensare al fenomeno dei pop-up store, che sebbene non siano una novità, negli ultimi anni hanno assunto un ruolo centrale e sempre più creativo. Non solo permettono di avvicinare i brand ai consumatori locali, ma diventano anche spazi ibridi, tra negozio temporaneo e installazione interattiva, come edicole o fiorai, un’opportunità di stimolare curiosità e coinvolgimento: basti pensare alle file chilometriche che si creano a Milano durante eventi come la Design Week, dove ognuno cerca di accaparrarsi il gadget di turno prendendo parte alle iniziative dei brand.
È proprio durante settimane come la Fashion Week o la Design Week che le opportunità di costruire o rafforzare una community aumentano per i brand: con la città in fermento le persone sono sicuramente più curiose e desiderose di partecipare a iniziative che uniscano e che superino il concetto di esclusività che ormai sembra definitivamente superato. A conferma di ciò anche il successo di iniziative come Le WATCHPARTY, un format ideato da Lyas lo scorso giugno in occasione del debutto di Jonathan Anderson da Dior: il fashion narrator ha riunito moltissime persone in un bar di Parigi per guardare la sfilata, creando un ambiente che sembrava una finale dei Mondiali. Non è stato solo un evento, ma un momento di condivisione a cui tutti hanno potuto partecipare e a cui potranno prendere parte tra poco anche in occasione della Milano Fashion Week, con due eventi in programma: uno venerdì 26 settembre dalle 18 al Bar Tommasi (per la sfilata di The Attico) e uno sabato 27 settembre al Bar Basso (per la sfilata di Bottega Veneta).
In un mondo sempre più connesso, la vera sfida per i brand non è più solo farsi notare, ma creare legami autentici e duraturi con le persone. Che sia attraverso eventi dal vivo, pop-up immersivi o piattaforme digitali, l’obiettivo è trasformare clienti e fan in membri attivi di una community in cui online e offline si intrecciano e si completano a vicenda.
[📸 Courtesy of Cobrasnake]