Coach accusato da un brand indipendente di aver copiato i suoi pantaloni

Al giorno d’oggi essere un brand indipendente è indubbiamente faticoso. Richiede un grande dispendio di energie per emergere in un settore saturo e competitivo, investimenti per creare un proprio sistema di produzione, di comunicazione e di distribuzione, oltre a innumerevoli sfide quotidiane che i giovani designer devono affrontare. Il vero motore, però, restano passione ed entusiasmo. Ed è proprio questi due elementi che Coach avrebbe ferito, secondo le accuse del brand indipendente londinese Linni, nato dalla visione di Linor Kahlani, che unisce ispirazione vintage e artigianato sostenibile, creando capi di upcycling realizzati con piumini riciclati e materiali di stock.

Nel suo ultimo post, la founder ha fatto notare l’innegabile somiglianza tra i pantaloni che ha iniziato a realizzare nel 2022 e quelli presentati solo pochi giorni fa da Coach nella collezione Spring/Summer 2026, svelata durante la New York Fashion Week. Si tratta di un modello patchwork, ottenuto dalla fusione di diversi tessuti e fantasie che creano un effetto mix and match sullo stesso capo.

«Questo non va bene, Coach – si legge nel post di Linni – Alcuni dei miei clienti mi hanno chiesto di parlarne. Ieri ho notato che il famoso brand di moda Coach ha copiato la mia idea dei pantaloni tartan bicolor che ho iniziato a realizzare nel 2022. È davvero frustrante vedere come le grandi aziende si approprino delle idee dei giovani creativi e ne ricavino enormi profitti, mentre noi — i creatori — investiamo tempo, denaro ed energie (sia mentali che fisiche) per realizzare capi che amate e per promuoverli nel mondo».

Parole che evidenziano la frustrazione e la vulnerabilità dei piccoli brand, costretti a difendere la propria identità creativa contro colossi globali. Il post, inoltre, continua: «Sono molto colpita e grata per tutti i bellissimi messaggi che mi avete mandato: mi avete detto quanto ammirate il mio lavoro, quanto credete che i miei prodotti siano migliori (lo credo anch’io!) e quanto siate arrabbiati con Coach per aver copiato i miei design. Ma sono convinta che l’originale vinca sempre. Che le persone desiderino pezzi autentici, fatti con amore e unici — ⁠non abiti prodotti in massa, che probabilmente non donano a nessuno se non a una modella. Quindi vi chiedo di condividere questo post, così che tutti possano vedere chi è il vero originale. Facendolo, sostenete piccoli brand come il mio e ci aiutate a continuare a creare in un mondo dominato dalla produzione di massa e dalla corsa al profitto».

[📸 IPA]

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