Closet sales: quando il guardaroba delle cool girls diventa oggetto del desiderio

Nel 2023, un abito appartenuto e indossato da Lady Diana firmato dal designer Jacques Azagury – lo stesso che aveva disegnato anche il suo abito da sposa – è stato venduto all’asta per oltre un milione di euro, superando di 11 volte la valutazione iniziale e diventando il vestito più costoso tra quelli appartenuti alla principessa battuti all’asta. Ma questo è solo uno degli esempi: negli anni, innumerevoli look di Lady Diana e di altre icone di stile del passato hanno raggiunto cifre da capogiro, confermando che, a più di 25 anni dalla sua scomparsa, il guardaroba della principessa continua a esercitare un fascino senza tempo sui collezionisti di tutto il mondo.

Forse però il punto non è l’abito in sé, quanto la sua storia. A rendere desiderabile un capo non è solo il tessuto, la fattura o il brand, ma chi lo ha indossato, l’aura di coolness che porta con sé e il pezzo di immaginario collettivo che racchiude. È un meccanismo che oggi si ritrova amplificato nelle closet sales, fenomeno che sta diventando sempre più diffuso.

A New York, per esempio, non è raro vedere file lunghissime per le vendite organizzate da fashion editor di Vogue, che attirano centinaia di persone pronte ad accaparrarsi un capo appartenuto a chi detta le regole del gusto. Non importa che sia un abito couture o un paio di jeans vissuti, ciò che conta è la possibilità di indossare un pezzo del guardaroba di chi viene percepito come cool.

Non mancano le Kar-Jenner, con il sito Kardashian Kloset, aggiornato costantemente, dove Kim, Kris, Kendall, Kylie e Khloé mettono in vendita capi e accessori del loro guardaroba personale. Dai capi vintage alle iconiche Birkin, anche segnate dal tempo e dall’utilizzo, ogni pezzo viene valorizzato dal semplice fatto di essere stato indossato da una delle donne più influenti e chiacchierate del pianeta. Non è tanto l’oggetto, quanto l’aura della celebrity ad accrescerne il valore.

Anche piattaforme come Vestiaire Collective hanno compreso il potenziale di questo trend, lanciando capsule curate direttamente dai guardaroba di icone come Paris Hilton, Rosie Huntington-Whiteley e designer del calibro di Nili Lotan e Stephanie Gottlieb. A rendere queste operazioni ancora più accattivanti è l’aggiunta di interviste personali, pensate per accompagnare ogni drop con aneddoti e dettagli e avvicinare ancora di più i possibili acquirenti alla storia che il capo porta con sé. Si tratta di un fenomeno che non riguarda soltanto il desiderio di possedere un abito o un accessorio, ma la volontà di appropriarsi di un frammento di identità, di stile e di narrazione e, ovviamente, ⁠una nuova opportunità per brand e aziende, considerando anche la riscoperta passione per gli archivi che ha contagiato celebrities e non solo.

[📸 Instagram: kardashiankloset]

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