Dopo le parole rilasciate nelle ultime ore, che hanno portato anche la Rai ad escluderlo da “qualsiasi tipo di collaborazione”, Claudio Lippi ha voluto precisare alcune delle precedenti affermazioni, provando a correggere il tiro e sottolineando come alcune parole attribuitegli non rispecchino in alcun modo i concetti da lui realmente espressi.
Interpellato dall’ “ANSA”, infatti, il conduttore ha affermato: «Ho subito un attacco alla mia privacy in modo maldestro e una grave lesione della mia immagine: sto valutando con il mio ufficio stampa e con i miei legali come contrattaccare. Non mi riconosco nelle affermazioni che mi sono state attribuite: non userei la parola farabutto neanche per il mio nemico più acerbo e difendo con una lotta continua la libertà di scelta sessuale».
E conclude: «Sono una persona perbene. E sono anche un cittadino libero e decisamente schierato con il nuovo governo, formato da persone che conosco personalmente, a partire da Berlusconi, e dal rapporto personale con Salvini e Meloni. Ma non credo che si possa essere condannabili per queste idee. Ho 59 anni di lavoro alle spalle, un pubblico che crede in me e nella mia onestà intellettuale e la difenderò fino alla morte».