Arte e amore. Sono questi gli ingredienti che hanno dato sapore alla vita e alle opere di Christo e Jeanne-Claude, uniti da quello che fu un amore a prima vista “su grande scala”, proprio come le loro installazioni. Sono nati lo stesso giorno dello stesso anno, il 13 giugno 1935, e sarebbe stata proprio questa curiosa coincidenza a far capire a Jeanne-Claude che Christo sarebbe stato il suo compagno, oltre al fatto di essere rimasta in dolce attesa, motivo per cui lasciò il marito per iniziare la sua vita insieme all’artista. Due persone, un solo progetto: Christo e Jeanne-Claude sarà infatti la firma che apparirà in tutte le opere anche dopo la morte di lei, avvenuta nel 2009, che ha anticipato quella del marito di 11 anni.
«La bellezza, la scienza e l’arte trionferanno sempre», scrisse Christo in una lettera datata 1958, forse proprio come una dichiarazione d’intenti che gli ha permesso di guardare il mondo in un modo unico e di renderlo protagonista di alcune delle opere più celebri. Trascendono, infatti, i limiti dell’arte intesa come pittura o scultura, ampliandola alla vita quotidiana, e, soprattutto, a tutti. Christo e Jeanne-Claude, infatti, hanno sconvolto e “impacchettato” elementi comuni come gli alberi, ma anche dei luoghi che già si avvicinavano ad essere opere d’arte come l’Arco di Trionfo a Parigi, “wrapped” in 25 mila metri quadrati di tessuto argentato – opera postuma la cui ideazione risale a 60 anni prima della morte di Christo -, permettendo al pubblico di guardarli per la prima volta con occhi diversi, che non sono gli occhi dell’artista, ma quelli dello spettatore a cui è permesso di creare un legame personalissimo con l’installazione.
[📷 ANDBZ, ABACA, Arcaid Images, Alamy / IPA]