Chloë Sevigny: forever “The It-Girl”

«Mi trasferirò a Provincetown, aprirò un negozio di vintage e non farò più un mestiere, per così dire, pubblico!» Detta così, una frase del genere, potrebbe non aver alcun senso, a meno che non si parli di una diciottenne appassionata di vintage e con aspettative non troppo realistiche su cosa significa aprire un’attività al giorno d’oggi. Ma se a pronunciare una simile affermazione è Chloë Sevigny tutto allora prende magicamente forma e basta poco per rendersi conto che un senso ce l’ha eccome.

Sono bastati pochi ruoli, eppure maledettamente iconici per consacrarla definitivamente all’Olimpo della “coolness perpetua”, sebbene non abbia mai veramente recitato nelle grosse distrubuzioni. La definizione di “musa Indie del cinema indipendente”, che le è stata spesso affibbiata, non ha mai veramente limitato la carriera della Sevigny; ha sempre scelto con cura dei ruoli che le piacessero, anche a scapito di grossi budget, ed è forse proprio quell’innata capacità di non cedere ai diktat e alle imposizioni delle grandi case di produzione ad aver contribuito ad alimentare il suo mito.

Quintessenza del “New York Style”, la Big Apple è parte dell’heritage di Chloë Sevigny sin dagli esordi della sua carriera, con il controverso “Kids” di Larry Clark del 1995, ed effettivamente nell’immagine stessa dell’attrice convivono tutti gli aspetti della città: c’è quello glamour che profuma di Central Park, c’è tutta la nightlife dei club di Chelsea, l’anima indipendente e profondamente artistica di Williamsburg, ma anche il romanticismo del West Village, con le sue contaminazioni dal passato, e l’essenza ruvida ed estremamente realistica del Queens.

Attrice ma anche modella, in poche sono state testimonial come Sevigny, che fin dagli anni ’90 ha prestato il volto a Miu Miu, Marc Jacobs, Simone Rocha, Mugler, Chloè, Opening Ceremony solo per citarne alcuni. E la cosa più assurda è che se dovessimo scegliere un unico brand che meglio possa rappresentarla non ci riusciremmo. Chloë Sevigny gioca con la moda in un modo talmente unico e personale, che non sono bastati a spiegarlo le centinaia di migliaia di articoli che ne hanno analizzato lo stile, l’infinità di profili instagram dedicati ai suoi outfit, e nemmeno l’iniziativa dell’attrice stessa di fare un mercatino aperto al pubblico con parte del suo guardaroba; inutile a dirsi che è stato l’evento dell’anno della città di New York, con persone in coda sin dalle prime ore dell’alba per potersi accaparrare anche solo un pezzo d’archivio della propria beniamina, sperando in fondo, di carpirne così anche un pò di quell’inspiegabile attitude.

Il suo guardaroba è un mix di abiti vintage ricercatissimi, influenze di modi diversi, dove la skater culture incontra l’Upper East Side, capi iconici, romanticismo vittoriano e semplicità estrema, femminilità girly e anima rock. E ancora pattern, fantasie, ricami, denim, pizzi ma anche semplici t-shirt stampate abbinate a shorts di jeans. Ciò che fa la differenza resta comunque la sua innata capacità di indossare tutto ciò senza alcun sforzo, ma semplicemente seguendo il proprio istinto, il proprio gusto, osando ma rimanendo se stessa.

50 anni il prossimo 18 Novembre, un figlio e una carriera che non si ferma mai( ha appena prestato il volto ad uno dei cigni della serie Feud, ispirata alle socialites dell’alta società amiche di Truman Capote) Chloë Sevigny conserva intatta quell’allure da eterna ragazza ribelle che è stata parte della sua stessa fortuna. Agli ultimi Met Gala ha incantato tutti con uno splendido abito di Dilara Findikoglu, una delle designer più in vista, e trasgressive, delle ultime stagioni; un look che racchiude perfettamente l’essenza misteriosa del “Sevigny Style”, dove il romanticismo ottocentesco a tinte pastello incontra la seduzione del corsetto che ha risaltato maliziosamente le forme dell’attrice, e dove fiocchi e maniche a sbuffo si sono perfettamente matchate alle particolari decorazioni ottenute con capelli veri.

Indossato da qualcun altro un abito del genere avrebbe senza dubbio generato scalpore, ma se è Chloë a farlo diventa tutto credibile, ma mai scontato. Dopotutto lei è Chloë Sevigny, “the coolest girl in town”, un titolo che la bad girl del cinema indie vuole tenersi ancora stretta per un bel pò, e non c’è dubbio, come lei non c’è nessuna.

[📷Shutterstock / IPA]

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