Chloé: oltre il boho-chic c’è di più

Ci sono certi stili che non tramontano mai, ma che anzi, perdurano rappresentando uno zoccolo duro dell’abbigliamento, una solida base a cui approdare, una comfort zone che, volente o nolente, resiste a tendenze e a ondate di cambiamenti repentini. Il Boho-Chic è uno di quegli stili. Diventato celebre negli anni ’70, con l’esplorazione del folk e del gipsy style ma combinati con accessori ed elementi più sofisticati, è negli anni 2000 che la tendenza ha la sua decisiva consacrazione. Da Sienna Miller alle gemelle Olsen, passando per Kate Moss, nessuna it-girl del periodo sembrava poter resistere a questa sagace combo di elementi vintage, pizzi romantici, gioielli chunky, lunghezze e volumi leggiadri, indossati con apparente nonchalance. Un successo talmente globale, da aver portato lo stile Boho-Chic direttamente tra gli scaffali delle più grandi catene di fast fashion del mondo.

Uno stile che nasce proprio con la ricerca, apparentemente trascurata ma in realtà estremamente accurata, di capi d’archivio ed elementi rari, diventa per contraltare lo stile più semplice da replicare anche con poco budget: un abito di merletto bianco, cinture con borchie, stivali in suede, borse di pelle dall’effetto invecchiato, c’è stato un momento in cui per ogni ragazza del mondo sembrava possibile vestirsi come la sua icona di riferimento, senza dover per forza spendere migliaia di euro. Uno stile che, forse proprio per la sua eccessiva esposizione mediatica, è diventato nel giro degli ultimi 10 anni obsoleto, banale, addirittura cheap, proprio perché venduto alla mercé di tutti utilizzando prodotti di scarsa qualità.

Poi, è arrivata lei, Chemena Kamali, a prendere in mano la direzione creativa di uno di quei brand che, proprio durante il momento di massimo clamore del Boho-Chic era nel pieno del suo potenziale, per poi rischiare di cadere nel dimenticatoio negli ultimi anni. Il brand è Chloé, e quello che sta facendo Chemena Kamali, non è soltanto il riportare ai vecchi fasti il marchio parigino simbolo di un’epoca, ma anche conferirgli una nuova credibilità.

Quando Chemena ha debuttato lo scorso febbraio 2024 a Parigi, si è parlato immediatamente del ritorno al Boho-Chic. Nel front row, celeb iconiche che hanno sempre incarnato questa tendenza, come Sienna Miller, hanno effettivamente riportato alla memoria certe sfilate degli anni 2000. Ma quello che Chemena sta attuando con Chloé è molto di più; non si tratta semplicemente di riproporre uno stile che, fondamentalmente, non è mai sparito del tutto, ma di dare a quello stile una ritrovata originalità, una forza conferita dall’altissima qualità dei materiali, dalle sperimentazioni tessili mai banali, ma soprattutto donandoglii quella sofisticatezza con cui il Boho-Chic si è affermato alle origini.

La Kamali ha ben ripescato dagli archivi della maison parigina, sposandone pienamente il mood. Il Boho-Chic è una tendenza estremamente difficile da interpretare e indossare, al di là delle apparenze. Ciò che fa la differenza nelle collezioni di Chloé, non in ultimo la sfilata Spring Summer 2025 che è stata presentata ieri, 26 settembre 2024, è il come vengono realizzati i capi. Non si tratta semplicemente di abiti bianchi e romantici, come li vorrebbe una prima e superficiale visione, ma di minuziose opere di esercizio stilistico, tanto delicate a occhio nudo, quanto meticolosamente precise nei dettagli e nelle lavorazioni. Chemena sta restituendo al Boho-Chic la sua autentica connotazione di esclusività, riportando in hype anche un marchio che fino a due stagioni fa si dava per spacciato.

Soprannominata “Freedom Collection”, la SS25 includeva pizzo sottile e angelico che irradiava sensualità, abiti multistrato, gonne a bolle e babydoll, per un trionfo di bianco e colori chiari di estrema bellezza. Ma c’erano giacche in pelle ben tagliate in tonalità di sorbetto e ispirate alle linee dell’iconica blusa della maison, pantaloni in stile anni ’70 e pezzi all’uncinetto, oltre ad alcuni oggetti jolly, come un costume da bagno decorato con un fenicottero, una cintura oversize a conchiglia dorata e shorts bloomers stravaganti. Un’opera d’arte del 1977 ha ispirato le ricche stampe floreali che adornavano una serie di abiti, pantaloni e costumi da bagno. Kamali ha guardato alla storia di Chloé, concentrandosi sulla femminilità romantica delle collezioni del 1977 e 1978 di Karl Lagerfeld e mixandola con elementi più pratici e contemporanei.

Sarà anche Boho-Chic, ma è quello fatto bene. E oggi, a saper fare davvero bene qualcosa, sono rimasti in pochi.

[📷 Chloe.com]

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