Milano è ancora un posto sicuro? È a questa domanda a cui cerca (e chiede) risposte Chiara Ferragni che, in una storia successivamente ricondivisa anche da Giulia De Lellis, afferma: «Sono angosciata e amareggiata dalla violenza che continua a esserci a Milano. Ogni giorno ho conoscenti e cari che vengono rapinati in casa, piccoli negozi al dettaglio di quartiere che vengono svuotati dell’incasso giornaliero, persone fermate per strada con armi e derubate di tutto. La situazione è fuori controllo. Per noi e i nostri figli abbiamo bisogno di fare qualcosa. Mi appello al nostro sindaco Beppe Sala».
Le ultime notizie di cronaca, infatti, dimostrano la preoccupante traiettoria violenta che la città meneghina vive ogni giorno. Dalle periferie, grande problema irrisolto della politica, la violenza sembra essersi spostata sempre di più anche verso il centro. Dagli stupri alle rapine, Milano negli ultimi mesi vive il terrore anche in pieno giorno, come accaduto a dei negozianti in Porta Romana poche ore fa, malmenati e derubati nel proprio negozio, o come accaduto a una ragazza ucraina, stuprata in Duomo da un uomo. A dimostrarlo è il bilancio del questore di Milano, Giuseppe Petronzi, che nei primi sei mesi del 2022 certifica la crescita di stupri e violenza giovanile, con 70 arresti tra i giovanissimi a causa di furti, scippi e rapine. È un grido d’aiuto, quello della Ferragni, di preoccupazione riguardo una tendenza dilagante. Che non è circoscritta a una città, ma ad un Paese, che soffre in silenzio l’impossibilità di sentirsi pienamente sicuro, addirittura tra le mura domestiche.
Alla luce dei fatti, non possiamo che accodarci all’appello di Chiara al sindaco Beppe Sala poiché, pur trovandoci in una delle vie centrali di Milano, da un anno a questa parte siamo stati spettatori e protagonisti di alcuni di questi spiacevoli episodi. In pieno giorno, sotto gli occhi di tutti.