Chanel limita le vendite ai russi anche all’estero

Dopo le polemiche degli scorsi giorni, dovute alla presunta limitazione di Chanel nella vendita a clienti russi presso il Dubai Mall, arriva la risposta ufficiale della maison. A riportarla è la BBC, che ha interpellato il brand chiedendo spiegazioni sulla presunta limitazione, confermata dai rappresentanti di Chanel e giustificata dal rispetto delle sanzioni imposte dall’UE e dalla Svizzera, che vietano la vendita di articoli di lusso a persone che intendono utilizzarli in Russia. “Questo è il motivo per cui abbiamo implementato un processo per chiedere ai clienti per i quali non conosciamo la residenza principale di confermare che gli articoli che stanno acquistando non verranno utilizzati in Russia”, ha affermato la società in una nota.

La risposta arriva dopo l’ondata di polemiche provenienti dalla Russia, a causa delle dichiarazioni di influencer della Federazione, come Anna Kalashnikova e Victoria Bonya, che hanno gridato alla “russofobia” proprio per il trattamento discriminatorio che hanno denunciato. Le due hanno spiegato di essere state riconosciute e allontanate per la loro nazionalità, che impediva ai commessi dei negozi Chanel di vendere prodotti.

Anche il Governo russo ha commentato l’accaduto, tramite la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. “Un certo numero di blogger ha riferito che i negozi ufficiali del marchio Chanel all’estero si sono rifiutati di vendere i loro prodotti ai cittadini russi”, accusando Chanel di aver aderito “alla campagna russofoba per cancellare la Russia”. È il contrappasso provocato dalla guerra in Ucraina, scatenata dalla Russia, che ha già allontanato i maggiori brand occidentali dalla Federazione, ma che a quanto pare non risparmia nemmeno i suoi abitanti all’estero.

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