Chanel: la campagna Métiers d’art 2026 va in scena nel dinamismo newyorkese

Ci sono poche città capaci di diventare mito come New York. Un mito che resiste al tempo, alle tendenze, perfino alle crisi economiche e alle critiche politiche: la Big Apple continua a rappresentare quel faro di vita fulgida, emozionante ed elettrizzante a cui tutti, almeno una volta, vogliono appartenere. L’hanno raccontata film, serie tv, canzoni e musical teatrali: scene di vita dolceamara, tra competizione e sogno, frammenti e testimonianze di passaggi ora fugaci, ora duraturi, tracce di un’esistenza che scorre incessante. La moda non è da meno: da sempre considerata una delle capitali del fashion system, New York è tornata a splendere più che mai proprio nell’ultimo anno, complice il desiderio dei grandi gruppi di affermarsi nel complesso mercato americano. Gucci e Louis Vuitton l’hanno eletta a mecca delle loro Cruise collection e, prima ancora, lo scorso dicembre 2025, è stato il direttore creativo dell’anno Matthieu Blazy a catturarne l’essenza attraverso la sua nuova donna Chanel, in occasione della sfilata Métiers d’art 2026.

Una sfilata che fece parlare di sé sin dalla scelta della location: la metropolitana di Manhattan. Certo, quanto di più lontano dal mondo patinato della moda possa esistere, eppure crocevia imprescindibile di tendenze e ispirazioni. La moda nasce dalla strada: è sulla metro che spesso avvengono gli incontri e si generano le influenze più significative. E per quanto il sottosuolo di New York possa essere uno dei luoghi meno ospitali al mondo, resta il simbolo di quel fascino dinamico che l’ha resa leggendaria. In questo senso, la dichiarazione d’amore di Blazy alla città appare autentica. Una dichiarazione che prosegue anche nella narrazione della nuova campagna dedicata proprio alla collezione Métiers d’art 2026, appena lanciata sui canali ufficiali della maison francese.

Scattate da Craig McDean, le immagini rendono omaggio al DNA di una donna Chanel che cavalca la contemporaneità restando fedele a sé stessa: cosmopolita e indomita, indipendente e sofisticata, padrona della città che vive come il suo accessorio preferito, senza lasciarsi travolgere ma reinterpretandola secondo la propria personalità. Non è un caso che già in passerella Blazy avesse dato voce a tante donne diverse, non per semplificare la femminilità attraverso gli stereotipi, ma piuttosto per costruire un racconto realistico di anime talvolta in contraddizione, ma sempre coerenti con la loro essenza. C’è la ladylike, la downtown girl, l’urban chic, la donna in carriera e la turista: personalità differenti di un’unica donna o tante donne accomunate dalla stessa passione per la Big City? Quel che è certo è che la collezione si conferma uno splendido esercizio stilistico, in cui manifattura, ironia, eleganza classica e matericità si incontrano e si scontrano, dando vita a una perfetta armonia.

La forza di Blazy – non a caso artefice di una crescita esponenziale del marchio – sta proprio nella capacità di raccontare con leggerezza anche la lavorazione più sofisticata e di rendere straordinario l’ordinario. Qualunque donna, da New York a Parigi passando per Seoul, può sentirsi rappresentata da questo linguaggio capace di rendere giustizia a una tale poliedricità senza mai disperderla, ma anzi trasformandola in icona. Icone di vita vera, tra le strade di New York, semplicemente portando in giro noi stesse: è esattamente così che vogliamo sentirci.

[📷 Courtesy of Chanel]

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