Se probabilmente anche tu hai una wishlist dei sogni, tra gli oggetti del desiderio che almeno una volta nella vita vorresti poter indossare troveremo una borsa di Chanel. Anzi, “la borsa”, ovvero la tracolla in pelle trapuntata e con catena dorata meglio conosciuta come 2.55. Una borsa, un’icona, un simbolo eterno della maison più famosa al mondo. Sopravvissuta a mode e tendenze nei decenni, la 2.55 resta immobile nella sua desiderabilità, un vero e proprio status symbol in pelle a cui nessuno sembra poter fare a meno. Ma, Matthieu Blazy, il nuovo direttore creativo della maison che ha debuttato lo scorso 6 ottobre 2025 raccogliendo approvazioni ovunque, ci ha dimostrato che Chanel di borse desiderabili a disposizione ne ha ben di più, ed era davvero ora che qualcuno ce lo ricordasse.


Sebbene anche nelle sfilate precedenti siano stati presentati nuovi modelli, non in ultimo la nuova Chanel 25 amatissima da celeb come Dua Lipa, il design si è conservato sempre piuttosto simile alla sua icona più celebre. Pelle in agnello padded, hardware e loghi in oro, catene: una rivisitazione sempre dello stesso concetto che, sebbene abbia fatto la fortuna del marchio, è sempre restata molto simile a se stessa. Con Blazy tutto questo è stato modificando, offrendoci una selezione ben più ampia ma soprattutto appetibile della pelletteria del marchio. Ovviamente, l’impatto mediatico è stato immediato e le borse della collezione Spring Summer 2026 sono diventate la nuova ossessione dei fashion victims di tutto il mondo.
A essere onesta, ancor prima dell’inizio dello show, guardando la diretta streaming i miei occhi si sono irrimediabilmente posati sulla borsa indossata da Pedro Pascal: una tote classica in pelle nera che, almeno per i miei gusti, rappresenta tutto quello che una borsa dovrebbe essere. Sofisticata e classica, lineare e versatile, pratica e capace di trasudare lusso autentico senza urlarlo. Mi ha anche tristemente ricordato uno dei più grandi rimorsi della mia vita in fatto di shopping: le borse di Chanel hanno raggiunto prezzi inaccessibili praticamente per chiunque se non pochissimi eletti, ed è per questo che gli appassionati di borse si affidano soprattutto a reseller privati e piattaforme esperte di vintage. Nelle mie ricerche, ben convinta di non essere esattamente una fan della 2.55 – per mia natura, quando un oggetto diventa troppo mainstream perde d’interesse -, cercavo una borsa che emanasse “chanellitudine” senza scadere nell’ovvietà della classica tracolla della maison. E infatti, quando mi sono imbattuta in una Chanel Executive in pelle marrone scuro degli anni ’90 è stato amore a prima vista. Dopo una lunga serie di contrattazioni con il rivenditore, alla fine l’ho lasciata andare, come spesso si fa con i grandi amori. Eppure, è stato con mio enorme e felice stupore realizzare che Blazy abbia scelto di riportare in auge proprio quel modello nella sua sfilata di debutto.

Un modello praticamente introvabile se non vintage e che ora ha finalmente ottenuto il riconoscimento che merita, perché è una borsa che non ha nulla da invidiare alle sue “sorelle” più famose. Certo, questo comporterà inevitabilmente anche un aumento di ricerche di Chanel Executive vintage online, il che renderà ancor più competitivo il loro acquisto, ma è il prezzo da pagare per un tale rilancio. Blazy l’ha riproposta in versione midi e maxi, in pelle nera, marrone e burgundy: una gioia per gli occhi.
Ma il designer non si è fermato solo a questo, perché di borse davvero attraenti in collezione ce n’erano tantissime: clutch rigide e impreziosite da dettagli gioiello, tracolle rigide, maxi borsoni in suede, tote furry coloratissime. Se sei un appassionato di it-bag non ti resta che scegliere la tua preferita. Per non parlare delle tracolle trapuntate portate in passerella volutamente rovinate, aperte e ammaccate: provocazione o vezzo? Io continuo a sognare la mia Tote Executive e spero di accaparrarmene una prima o poi. Dopotutto, sognare non ha prezzo, giusto?


[📷 Chanel.com]