Riuscite a immaginare qualcosa di più straziante di non riuscire a fare la cosa che più amate? Un ballerino che non può danzare, un musicista non più in grado di suonare, un cantante che non riesce a utilizzare la voce. Come Céline Dion, che racconta la sua sfida più dura nel docu-film di Prime Video dal titolo “Io sono Celine Dion”. Incentrato sulla pluripremiata artista, il film dedica purtroppo ampio spazio anche a un importante turning point, ovvero il momento in cui, nel 2021, Céline è stata costretta a cancellare alcuni concerti in programma a causa di una malattia rara. La sindrome della persona rigida, che attacca il sistema nervoso, infatti, colpisce una o due persone su un milione. Céline rivela di soffrirne in segreto da oltre 17 anni, da quando scoprì che i primi laringospasmi le provocavano un cambiamento nella voce. Immediato il senso di paura e smarrimento nel vedere intaccare soprattutto ciò su cui era fondata la sua carriera e in parte la sua vita, il suo “strumento”, prima della diagnosi.
«Non è difficile fare un concerto, è difficile cancellarlo» afferma la cantante che, abituata a seguire la propria voce, in grado di darle gioia, ha ora difficoltà nel cantare e lo mostra, in lacrime, anche di fronte alle telecamere. Mentre immagini della “vecchia lei” fanno da sfondo a un racconto pieno di dolore. Scene di lei sul palco e quelle della malattia si alternano inesorabili, così come la voglia di non nascondere più questo difficile momento. Sopra ogni cosa, però, spicca la forza nel provare a non cedere mai. E buca lo schermo.
Céline si racconta tra la nostalgia di non poter cantare e quella del rapporto con il suo pubblico, dimostratosi poi pronto a sostenerla in questo viaggio. Un viaggio che vede la cantante lottare con tutte le sue forze per tornare a fare ciò che più ama nonostante le difficoltà, e la forza nel provare a farlo al meglio. «Ho sempre un piano B e C, sono fatta così» conclude, dimostrando anche nei minuti finali del racconto di non voler mollare mai, l’importanza di non arrendersi mai, e dando una grande prova di coraggio. «Se non posso correre camminerò e se non posso camminare striscerò. Ma non mi fermerò».
E la volontà di non arrendersi mai, Céline l’ha dimostrata al mondo intero soprattuto negli ultimi giorni quando, tornando ad esibirsi in occasione della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Parigi tenutasi lo scorso venerdì 26 luglio 2024, ha saputo dare vita a un momento di pura magia. In particolare, l’artista ha avuto modo di coronare sia il proprio sogno che quello dei suoi fan, e sulle note di “Hymne A L’Amour” di Édith Piaf, Céline è parsa non aver mai abbandonato le scene.
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