Caso Djokovic, la moglie: «Amore e rispetto per un altro essere umano unica legge da rispettare»

Il caso Djokovic continua a tenere banco. Dopo l’esenzione dal vaccino inizialmente concessagli per partecipare agli Australian Open, il tennista era partito per l’Australia, ma arrivato all’aeroporto di Tullamarine era stato isolato e interrogato per oltre sette ore dagli ufficiali di frontiera che non avevano valutato sufficienti le prove fornite per giustificare le richieste di esenzione e avevano respinto il visto dell’atleta serbo.

Djokovic, che ha fatto ricorso contro l’ordine di espulsione dal Paese, è stato quindi trasportato al Park Hotel, in attesa che il governo australiano decida il da farsi.

Dopo il padre, anche la madre del campione si è fatta sentire. «Ho parlato con lui un paio d’ore fa. […] Stava cercando di dormire, ma non ci riusciva – ha dichiarato – Come madre cosa posso dire? Si può solo immaginare come mi sento, mi sento malissimo da ieri, le ultime 24 ore. Lo tengono come un prigioniero, non è giusto, non è umano. Il suo alloggio è terribile. È solo un piccolo hotel per gli immigrati, ammesso che sia un hotel. Con gli insetti, è tutto sporco, il cibo è terribile. Spero che rimanga forte, anche noi stiamo provando a dargli un po’ di energia per andare avanti. Spero che vinca la sua battaglia».

Le autorità australiane, nel frattempo, negano che il tennista sia tenuto in stato detentivo. «Il signor Djokovic non è detenuto in Australia, è libero di andarsene quando vuole e la polizia di frontiera lo aiuterebbe a farlo», ha detto il ministro dell’Interno Karen Andrews, parlando con l’emittente Abc.

Dopo la madre di Nole, nella notte è stata la moglie Jelena a parlare. Lo ha fatto su Twitter rivolgendosi ai suoi follower: «Grazie carissimi, in tutto il mondo per aver usato la vostra voce per inviare amore a mio marito. Sto facendo un respiro profondo per calmarmi e trovare gratitudine (e comprensione) in questo momento per tutto ciò che sta accadendo. L’unica legge che tutti dovremmo rispettare oltre ogni singolo confine è l’Amore e il rispetto per un altro essere umano. L’amore e il perdono non sono mai un errore ma una forza potente».

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