Carolyn Bessette: l’accessorio più desiderato del suo look è il cerchietto per capelli

Quando ero bambina, cresciuta in una città non abbastanza grande da essere riconosciuta come influente ma nemmeno abbastanza piccola da non avere attrattive, tra i miei punti di riferimento vi era la storica profumeria del centro storico, un luogo per me sacro e insostituibile capace di trasmettermi serenità e un piacevolissimo senso di lusso. Non il lusso come ostentazione eccessiva o inaccessibile, ma il lusso autentico e semplice di potersi concedere qualcosa tutta per sé. Accompagnando mia madre, prima, ed entrandoci autonomamente poi, una volta cresciuta, ho frammenti di ricordi della mia adolescenza tra barattoli di creme La Mer, ciprie di Chanel e profumi di Acqua di Parma, commesse sulla cinquantina fresche di coiffeur e vestite di nero, la moltitudine di campioni che mia madre portava in casa, lauda ricompensa per i suoi acquisti, e che amavo “prendere in prestito” dal suo cassetto del beauty. La mia storia d’amore con il make-up e la skincare, nasce da lì. Ai tempi le grandi catene erano ancora un miraggio lontano nei centri più piccoli, e le piccole profumerie erano le uniche detentrici del potere assoluto della bellezza per le signore locali. Un’istituzione che ritroviamo ancora oggi, anche nelle grandi città, e sebbene siano state spesso dimenticate a favore di giganti come Douglas e Sephora, per me restano ancora un’oasi assoluta di benessere dove amo rifugiarmi per sfuggire alle ansie quotidiane. Holly Golightly aveva Tiffany, io ho Mazzolari, storica profumeria milanese.

Le “profumerie” alla vecchia maniera hanno un concept molto diverso da quello che comunemente si intende per profumeria oggi: creme, profumi, make-up, ma anche un’ampia selezione di accessori di pelletteria e bigiotteria, come borse, foulard, piccoli gioielli e, ovviamente, accessori per capelli. Da bambina, se si andava in profumeria, mia madre acquistava per se prodotti per il viso, e per me un cerchietto o una fascia per capelli. La loro qualità era talmente alta, che ancora oggi ne conservo qualcuno. In effetti, se siete residenti a Milano e amate il genere, da Mazzolari avrete solo l’imbarazzo della scelta tra fasce, frontini, elastici e fiocchi, in velluto, resina, raso e chi più ne ha più ne metta. Un concept che affonda le sue radici nei primi del ‘900, e che oggi resiste ancora grazie alla passione di tutti quelli come me, che amano rifugiarsi in luoghi preziosi dove poter scegliere con cura cosa acquistare e senza la fretta dello shopping compulsivo, spesso veicolata dalle grandi catene. Della stessa idea doveva essere anche Carolyn Bessette-Kennedy, ovvero l’icona di stile più amata degli anni ’90 che, nonostante la prematura scomparsa, continua a sedurre gli sguardi e i desideri di designer, stylist e fashion addicted di tutto il mondo. Dello stile effortless chic della bella moglie di John Kennedy JR., se ne è parlato in abbondanza. I suoi capi, quasi tutti in total black, tra Prada, Yamamoto e Calvin Klein, rappresentano l’edonismo minimale della New York del tempo, e le seppur rare fotografie che la ritraggono, ora nel quotidiano ora nelle occasioni ufficiali, lasciano trasparire tutta la grazia naturale e la personalità che l’hanno consacrata a icona di culto.

Tuttavia, vi è un accessorio del suo guardaroba che continua a destare l’interesse dei fan, e non è un cappotto né tantomeno una borsa; stiamo parlando del suo cerchietto per capelli, una fascia rigida in acetato effetto coccodrillo che Carolyn ha indossato spesso nelle sue passeggiate newyorkesi, abbinati a una ponytale bassa, così come si evince dagli scatti che la ritraggono. Con il recente successo del trend “Old-Money”, l’ormai assodato “Quiet Luxury” e la presenza massiccia delle fotografie della Bessette sui social media, lo stile della stessa è diventato modello d’ispirazione anche per le generazioni più giovani che, non potendo permettersi un capo di Yamamoto, preferiscono ovviare con un prodotto più accessibile, ovvero il cerchietto. I negozi dove Carolyn Bessette-Kennedy acquistava i suoi accessori per capelli sono balzati agli onori della cronaca e, inutile a dirsi, sono stati oggetto di una spasmodica attenzione da parte dei clienti che hanno letteralmente esaurito le scorte dei cerchietti disponibili. Ma dove si riforniva la sofisticata Carolyn quando voleva acquistare gli accessori per capelli? Proprio in alcune esclusive profumerie della Big Apple, negli Stati Uniti conosciute come “pharmacy”, che ben s’identificano con il concept di profumeria storica di cui ho scritto sopra. Ovviamente sono delle istituzioni newyorkesi ancora oggi.

Tra queste, la più famosa è senza dubbio Zitomer, che da quasi 75 anni fornisce le ambite fasce per capelli Wahba, il marchio che le produce in Francia in acetato. Oltre a Zitomer, le troviamo anche nella storica profumeria C.O. Bigelow nel Greenwich Village, e sono in realtà distribuite in più di 80 paesi al mondo, oggi più che mai, in seguito all’aumento esponenziale della richiesta alimentata dai social. Che sia questo un modo per implementare e dare nuovamente visibilità a piccoli tesori come le storiche profumerie cittadine, ben venga. Io mi sono sempre chiesta come non si possa subire il fascino di certi luoghi, e mi piace pensare che anche Carolyn Bessette la pensasse così.

[📷 Getty Images]

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