Carlo Conti sorride per i risultati di Sanremo 2025, Olly non ha deciso ancora se sarà all’Eurovision

Giornata di ringraziamenti e di raccogliere le soddisfazioni di una settimana eccezionale. Sanremo 2025 è arrivata alla fine ieri sera, sabato 15 febbraio 2025, con la vittoria di Olly e la sua canzone “Balorda Nostalgia”. Un’edizione che si è conclusa con ascolti importanti. La performance della serata finale è di 13,4 mln di ascolto medio, pari al 73,1% di share, con una media delle 5 serate di 12,5 mln di individui, e la media share del 67,1%. Numeri eccezionali che rispetto al 2024 vogliono dire 0,8 mln di ascoltatori in più, ovvero quasi un punto percentuale in più. I giovani al cuore del successo di questo Festival. Nella fascia 15-24 c’è stato l’88,4% di share nella quinta serata, mentre nella media delle 5 serate è all’84,3%. 

Un successo su tutta la linea, anche se la serata finale in termini di dati ha fatto un pelino meno rispetto alla finale di Amadeus nel 2024 – colpa del ritardo sulla scaletta, dice Conti. E proprio il direttore artistico e conduttore del festival esordisce ringraziando tutti, mostrando la sua soddisfazione. «Fin dall’inizio l’ho detto che ho accettato questo impegno non come sfida, perché non dovevo dimostrare qualcosa, ma riprendere un lavoro finito nel 2017, per questo è stato facile. Perché credo che nessuno abbia fatto la direzione artistica per se stesso, ma per l’azienda e per gli italiani. I risultati penso che mi facciano sorridere, adesso il problema vero comunque sarà per chi lo dovrà fare l’anno prossimo. Ah già, sono io…», scherza. 

Il normalizzatore

A chi dice che sia un normalizzatore, dopo questo Festival, Conti risponde: «Io sono come sono, sono normale. Quindi probabilmente va bene normalizzatore. Per me vivere la vita è un gioco da ragazzi. L’ho sentita a Sanremo questa… – scherza ancora citando Lucio Corsi -. Va bene, io il festival l’ho fatto con il mio stile, con i miei pregi, i miei difetti, il mio colore della pelle. In maniera normale. Più che mai era importante far sentire le canzoni con pochi fronzoli, anche con riflessioni qua e là. Quella di Bove, ieri sera, come testimonianza è stata forte». 

Conti è poi tornato sui suoi accordi con la Rai per quanto riguarda il servizio pubblico. Alle domande su una possibile apertura a un altro volto alla conduzione della prossima edizione, con lui sempre nelle vesti di direttore artistico, spiega: «L’azienda mi ha chiesto di divertirmi sul festival 2 anni, io ho accettato, come direttore artistico. Poi decideremo cosa fare strada facendo. Fare il festival non è condurlo, è la cosa più semplice. È l’organizzazione della direzione artistica, tra scena, luci, gli abiti, gli ospiti, un po’ tutto. Poi se il mio lavoro, in futuro, potesse servire per traghettare qualche nuova leva ne parleremo». Ma l’opzione più probabile, sicuramente per il prossimo anno, è che a condurre ci sia ancora lui. 

Un festival “baudiano”

Ma c’è una definizione per il suo festival? «Secondo me il festival è il festival. Non ci credo che sia in un modo o in un altro. Per me è “baudiano”, con le sue contraddizioni, con i commenti, le polemiche. E quindi mi piace, l’ho sempre fatto. Credo che il festival sia come lo metti, gira e rigira, una splendida messa cantata dove puoi cambiare l’omelia in un modo o nell’altro. È un meraviglioso rito collettivo e ce l’ha insegnato Pippo Baudo a farlo. E io spero che sia stato un festival baudiano nel miglior senso della parola, dove c’è un po’ di tutto, a partire dalla buona musica. E come ha fatto Pippo, spero che molte delle canzoni di questo festival possano restare nel tempo». 

Eurovision: sì o no?

In sostituzione del direttore artistico e conduttore, che ha lasciato anzitempo la conferenza, sono entrati gli artisti che si sono piazzati sul podio poche ore fa: Olly, Lucio Corsi, Brunori Sas. Tre cantautori di generazioni leggermente diverse tra loro, così come per le aree geografiche di appartenenza. Ma con un’intesa notevole, che emerge dagli scambi profondi che si sono visti in conferenza. C’è una domanda però che in molti si stanno facendo in queste ore: Olly parteciperà all’Eurovision Song Contest a Basilea, per rappresentare l’Italia? «Quello che è successo è folle. Non consideravo la vittoria, ero onesto quando lo dicevo prima, non ho pensato all’eventualità. Ho bisogno di metabolizzare quanto accaduto. Se c’è la possibilità di prendermi del tempo lo chiedo. Ovviamente è un onore incredibile avere questa opportunità. È un evento gigante, bellissimo, e questo è quanto». Richiesta apparentemente accolta, dal direttore Fasulo: «Mi prendo una responsabilità, scadenze urgenti non ce ne sono, anche se la macchina è complessa. Credo che una settimana di tempo Olly la meriti». Per la risposta, quindi, bisognerà ancora aspettare.

[📸 IPA]

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