Cara Anna Magnani, non ci stancheremo mai di te

Pare che quando il 12 aprile 1961 Jurij Gagarin sancì il primo arrivo dell’uomo nello spazio, mandò questo messaggio: «Saluto la fraternità degli uomini, il mondo delle arti, e Anna Magnani». Sebbene non siano mai arrivate conferme ufficiali di tale dichiarazione, non faremmo fatica a credere che anche il cosmonauta provasse ammirazione per quella che ancora oggi è considerata la migliore attrice del mondo. Intensa e malinconica, profonda e vorace, a tratti aspra eppure bisognosa di quell’amore che le venne negato durante gli anni dell’infanzia e, forse proprio in virtù del quale scelse di recitare sin dalla più tenera età, Anna Magnani non faceva l’attrice, era un’attrice.

Nei suoi film era vera, come se il copione facesse parte di lei, naturalmente. Bellezza anticonvenzionale ma capace di bucare lo schermo, Hollywood si innamorò perdutamente di lei, inchinandosi al suo talento: il 21 marzo 1956 fu la prima attrice italiana a vincere un Oscar, per ”La rosa tatuata”. Una vittoria che segnò la storia del cinema per sempre, anche perché Magnani non si presentò al ritiro della statuetta: timorosa di volare, fu un giornalista a chiamarla dagli Stati Uniti alle 5:30 del mattino per comunicarle la vittoria, telefonata che all’inizio l’attrice scambiò per uno scherzo.

Dal sodalizio con Rossellini, con cui ebbe una tormentata storia d’amore e che la diresse nell’indimenticabile “Roma città aperta” del 1945, film in cui la Magnani ci ha regalato una delle interpretazioni più struggenti di sempre, a “Bellissima” di Luchino Visconti, da “La Lupa” di Zeffirelli a “Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini, la sua carriera è stata un tripudio di ruoli di donne coraggiose, reiette, genuine, combattenti fragili e umane. Con quel velo di tristezza poetica negli occhi, anche la sua romanità è stata un tratto distintivo della sua carriera. Nannarella, come era soprannominata, non era romana, ma era Roma. Un attaccamento viscerale, di odio e amore raccontato attraverso una recitazione eterna e ancora oggi commovente, ironica, universale, senza scendere mai a compromessi. Cara Anna, quanto ci manchi.

[📷 Getty Images; IPA; MEGA 📹 ©️ Rai; ©️ Excelsa Film]

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