Cappelli da film: le pellicole da non perdere per gli amanti dei copricapi

Fellini, uno dei più grandi registi di tutti i tempi, lo sapeva bene: la potenza evocativa di un film parte anche dai costumi. E non è un caso che ogni capolavoro del regista riminese possa vantare tra i look più belli della storia del cinema. E cosa può essere più funzionale e affascinante in una scena se non l’uso di un cappello? Per qualcuno un accessorio a cui affidarsi saltuariamente, per altri un vero e proprio marchio di fabbrica: il cappello sa diventare, come pochi altri accessori, un elemento di stile distintivo che sa fare davvero la differenza. E sul grande schermo, la gestualità diventa chiave fondamentale per la personalità dei personaggi, ed è qui che il cappello non diventa solo più un elemento di styling, ma funzionale alla sceneggiatura. Pensate a quando la romantica Rose DeWitt Bukater svela per la prima volta il suo sguardo limpido prima di salire a bordo del Titanic: il volto immacolato di Kate Winslet viene rivelato nell’iconica scena in cui alza la testa sotto il maestoso cappello stile cartwheel con grosso fiocco, in pieno gusto della moda della Belle Époque.

Cappelli che hanno fatto la storia del cinema e che sono legati a doppio filo con la fama dei personaggi stessi, e degli attori che li hanno interpretati. Maliarda e sorridente, la Sandra Mila in Giulietta degli Spiriti, – film per l’appunto di Fellini con protagoniste la moglie, Giulietta Masina, e la presunta amante, Sandra Milo, – si dondola su un’altalena di fiori onirica, indossando un corsetto da ballerina e un cappello a cilindro, completamente rivestita da un velo bianco. Il maestro Fellini sapeva come incantare il suo pubblico anche attraverso le immagini, e cappelli altrettanto spettacolari li ritroviamo nel suo capolavoro Il Casanova. Sfarzoso, drammatico e teatrale nella sontuosa opulenza delle sue scenografie, impossibile dimenticare il copricapo/chandelier indossato dal protagonista Donald Sutherland: un vero e proprio candelabro sulla testa, in quel perenne confine sottile tra reale e irreale.

La musa Audrey Hepburn ha sempre saputo enfatizzare il suo sguardo da cerbiatta grazie a cappelli dall’eleganza unica, diventati iconici. In Colazione da Tiffany, Miss Golightly rispecchia in pieno il gusto bon ton degli anni ’60 e non esce di casa senza il suo amato “Chapeau du Matin”, letteralmente un cappello da mattina, quello a falda larga nero con foulard in seta bianca che la giovane socialite newyorkese ama indossare in combo al tubino nero e agli occhiali da sole cat-eye. Uno stile senza tempo celebrato da un’icona di eleganza eterna come la Hepburn. Ben più decorato e mastodontico il cappello che la sua Eliza Dolittle indossa nel musical “My Fair Lady” per andare all’Ippodromo di Ascot. Questo piccolo capolavoro si distingue per la sua maestosità fatta di piume e fiocchi e venne disegnato apposta da Cecil Beaton per il film. Il cappello è stato poi venduto all’asta nel 2011 per 3,7 milioni di dollari. E che dire dei Roaring twenties?

Negli anni ’20 il cappello era parte integrante dei look delle ragazze e lo sapeva bene Louise Brooks, l’icona beauty e attrice di culto del tempo, che con il suo caschetto corvino e il cappello cloche portato sul lato è entrata nell’immaginario dello stile grazie al film Pandora Box. Sempre gli anni ’20 sono i protagonisti assoluti del capolavoro letterario Il Grande Gatsby, le cui trasposizioni cinematografiche – sia quella degli anni ’70 Jack Clayton, sia quella del 2013 di Baz Luhrmann – hanno sempre fornito non pochi spunti per lo stile e i cappelli in questo senso hanno un ruolo fondamentale.

Bellissimi i cappelli indossati dalla Daisy di Mia Farrow, sia quelli da giorno, a falda larga e realizzati in delicato georgette, sia quelli da sera, copricapi realizzati interamente a frange scintillanti, in pieno stile Flapper girl. Chioma fiammante e fascino tormentato: la Satine interpretata da Nicole Kidman in Moulin Rouge di Baz Luhrmann ha saputo consacrare nel mondo intero la bellezza e il talento della Kidman. I suoi cappelli? Altrettanto indimenticabili: dal cilindro sfoggiato sul palco in quanto prima ballerina del Moulin Rouge fino alle preziose creazioni di copricapo gioiello, ogni frame del video è un sogno di lusso e styling. E ancora, se si parla di cappelli, impossibile non citare i film in costume: da quelli di Marisa Berenson in Barry Lyndon fino alla collezione variegata di Marie Antoniette di Sofia Coppola, da quelli indossati da Keira Knightley in The Duchess al capolavoro di Francis Ford Coppola, Bram Stoker’s Dracula, l’imbarazzo della scelta è tangibile. E che dire dell’immenso cappello di paglia con fiocco verde sotto il mento sfoggiato dalla capricciosa Rossella O’Hara alias Vivien Leigh nel kolossal Via col Vento? Da sciantosa e da regina del varietà i cappelli di Nini Tirabusciò, la protagonista dell’omonimo film interpretata dall’iconica Monica Vitti.

Se è lo stile da dark lady quello che volete riproporre non potrete non riguardare La Carica dei 101, dove la Crudelia De Mon interpretata da Glenn Close ci fornisce tra i copricapi più lussuosi, strutturati e oscuramente sofisticati visti sullo schermo. Il più chic e attuale? Quello leopardato sfoggiato da Barbra Streisand nel film Funny Girl del 1968: in pendant con il cappotto, un outfit che è la quintessenza del gusto ladylike degli anni ’60 da copiare ancora oggi. Mentre non si può non citare la recentemente scomparsa Diane Keaton, musa di stile anche nella vita privata, nel suo ruolo più celebre, quello di Annie Hall nel film Io e Annie di Woody Allen. Look mannish con gilet e cravatta e bombetta nera, noi la ricorderemo sempre così.

[📷 IPA]

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