Capelli blu: moda passeggera o nuovo linguaggio politico?

Dalle donne iraniane che si rasano la testa per protestare contro il trattamento riservato a Mahsa Amini, donna curda di 22 anni morta sotto custodia della polizia a Teheran nel 2022; agli hippie pacifisti che negli anni Settanta lasciavano crescere i capelli per significare il rifiuto dell’esercito; fino agli attivisti per i diritti civili degli anni Sessanta che sfidavano gli standard di bellezza eurocentrici abbracciando l’afro, i capelli sono da tempo una tela per affermazioni politiche. “Come aggiornamento di status, i capelli sono tra i più facilmente leggibili, sia come segno pubblico sia come espressione profondamente personale del sé interiore”, dice Gibson, sociologa specializzata nella storia del capello. “Alcuni modi di portarli segnalano l’adesione a strutture sociali consolidate; altre scelte riguardano il rifiuto di ciò che la società, la religione o la politica si aspettano. Andare controcorrente è sempre un modo per distinguersi e, in molti casi, per prendere posizione per ciò in cui si crede” , racconta Gibson in un articolo su Dazed.

La chioma è insomma sempre stata il primo tassello di cambiamento formale visibile, sia personale (pensiamo ai tagli di capelli post break up o a seguito di grandi cambiamenti di vita) sia collettivo. Per quanto riguarda i capelli blu nello specifico, il look è da tempo associato alla ribellione, all’underground e a credenze anti-establishment. “L’era punk ha visto grandi progressi nel colore creativo e il blu è rimasto la scelta alternativa per decenni”, afferma Gibson. Per un periodo, “tingere di blu i capelli grigi è stato strettamente associato a donne conservatrici più anziane, soprannominate dalla stampa la ‘brigata del risciacquo blu’” – ma dopo gli anni Novanta, la palla dei capelli blu è tornata nel campo della sinistra.“ Il termine ‘femminista dai capelli blu’ ha iniziato a circolare alla fine degli anni 2010, come insulto rivolto a donne esplicite online che si rifiutavano di sminuirsi, sia nelle opinioni sia nell’estetica”, spiega Gibson. Ancora oggi, la destra continua a fare battute sui capelli blu per insultare i propri avversari politici. Mi viene anche da pensare a “Blue is the Warmest Color”, un film che parlava di amore queer, in cui non a caso la protagonista aveva i capelli blu.

Negli ultimi mesi, i capelli blu sono stati avvistati su chiunque: da cantanti e pop star fino a personalità come North West. Andiamo ad analizzare perchè questo potrebbe essere un segnale socio politico rilevante. Esempi di tinte blu spopolano sui social: Oklou è passata al blu l’anno scorso in concomitanza con l’uscita di choke enough, la giovane erede Kardashian North West sperimenta da mesi tonalità vivaci di turchese, così come ragazze “cool” di Internet come la cantante Cannelle, Olivia Halle e Angela Guzman o Maria Manow dei Bassvictim. E ancora Sabrina Bahsoon (alias Tube Girl), che ha recentemente rivelato sui social la sua nuova chioma blu, così come Jorja Smith e Cardi B. Alcune, come Ashnikko, erano molto avanti rispetto ai tempi, impegnate con i capelli blu da anni ormai, altre, come Kylie Jenner, hanno portato le sfumature teal dip-dye nel mainstream durante la sua era “King Kylie” del 2015 e hanno ripreso quel look iconico fino a ottobre scorso. Anche i saloni hanno notato un piccolo ma significativo aumento di clienti che vogliono tingersi di blu. Alex Brownsell, fondatrice di Bleach London, afferma che il numero di persone che si rivolgono a Bleach per i capelli blu è “sicuramente aumentato” negli ultimi mesi, con un netto incremento dell’interesse per le tonalità blu della linea Super Cool Colours. “A dicembre abbiamo fatto una takeover del salone dedicata all’Icy Blue con Pinterest, perché quella tonalità era una delle più cercate e salvate sulla piattaforma”, racconta. “Abbiamo regalato 24 ore di capelli blu gratuiti e c’era la fila lungo la strada.” Insomma, il messaggio è chiaro: all’orizzonte c’è un’era della bellezza più giocosa e massimalista. Ma perché proprio ora i capelli blu, forti e orgogliosi, stanno tornando?


La rinascita può probabilmente essere attribuita in parte alla stanchezza verso il minimalismo della ‘clean girl aesthetic’, che ha dominato la cultura beauty mainstream per anni. Le persone sono stufe dell’omologazione e della ‘perfezione’, soprattutto di fronte al boom dell’IA, e desiderano estetiche un po’ più disordinate, creative, umane e, soprattutto, divertenti. È un cambiamento visibile anche nella tendenza social che esprime nostalgia per il 2016, un periodo in cui la bellezza era molto più giocosa, e le ragazze dai capelli colorati regnavano su Tumblr. “Forse la generazione post-Covid si sente incoraggiata dal ritorno della vita notturna e delle sottoculture e ha voglia di sperimentare di più”, ipotizza Brownsell.

Naturalmente, è normale che le tendenze estetiche si separino dalle loro radici, soprattutto nell’era di internet, dove le immagini circolano liberamente senza contesto. La clean girl aesthetic è un esempio calzante: mentre i volti simbolo della sua versione recente sono in genere donne bianche, come Hailey Bieber, per esempio, pratiche come lo styling dei baby hair e l’uso degli oli per capelli provengono da culture nere e brown. In altre parole, non tutte le persone che si tingono i capelli di blu sono queer radicali socialisti con la tessera in tasca: se è vero che alcune lo fanno per esibire credenziali più di sinistra, altre lo fanno come semplice forma di ribellione (si veda North West) o semplicemente perché piace l’aspetto. Non sorprende, in fondo, che le persone desiderino un’alternativa radicale ai look tutti uguali diventati onnipresenti negli ultimi cinque anni: non serve essere esperti previsori per sapere che quando una tendenza raggiunge un certo livello di saturazione, i consumatori si annoiano e cercano novità, spingendo le mode del passato a riemergere.

Ma la rinascita dei capelli blu non è solo una questione di noia verso la bellezza ‘naturale’, è un mix di diversi fattori. La bellezza è infatti in parte sempre politica, e non è un caso che il dominio della ‘clean beauty’ abbia coinciso con quello di politiche conservatrici che esaltano estetiche tradizionali e convenzionali; in quest’ottica, è possibile che il ritorno embrionale di stili più ‘alternativi’ suggerisca che il woke sia davvero tornato.

“I capelli blu sono l’esatto opposto dell’estetica beauty MAGA, che aderisce a un ideale femminile tradizionale”, afferma Gibson. “Mentre attraversiamo tempi sempre più difficili e dolorosi, è comprensibile che molte persone scelgano di armarsi di un colore di capelli da sempre associato all’essere outsider, nel tentativo di sottrarsi allo sguardo maschile e rappresentare ideali politici più liberali in modo molto visivo.” Brownsell aggiunge: “In questo momento le persone sembrano particolarmente aperte a tonalità più fuori dagli schemi, forse sintomo del non sentirsi a casa in un pianeta così disfunzionale, espressione del desiderio di una forma di espressione non umana.”


[📷BACKGRID / IPA]

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