Se in Occidente i calzini sono spesso considerati un semplice capo funzionale, coperto dai pantaloni e destinato a tenere i piedi caldi e protetti all’interno delle scarpe, in Giappone assumono una valenza completamente diversa: sono un accessorio, un elemento culturale e sartoriale. Questa attenzione deriva dalla tradizione secondo cui le scarpe sono vietate nelle case, così come in alcuni luoghi pubblici, e persino i piedi nudi sono considerati poco educati dato che gli oli naturali della pelle possono danneggiare la delicata superficie dei tatami. Esiste quindi una vera e propria “etichetta del calzino”, che varia da regione a regione e da generazione a generazione, ma tra le regole più note ci sono quella di non presentarsi mai con calzini sporchi e quella di considerare inappropriati i calzini sportivi in un contesto aziendale.
Quando si parla di tradizione è impossibile non citare i tabi, i calzini tradizionali giapponesi in cotone che arrivano all’altezza della caviglia, separano l’alluce dalle altre dita e presentano una chiusura particolare. Originariamente pensati per essere indossati con calzature tradizionali come geta e zori – i sandali con cinturino che passa tra le dita – i tabi vengono ancora oggi abbinati ai wafuku, l’abbigliamento tradizionale giapponese come il kimono. Una variante, i jika-tabi, ha una suola in gomma che li rende adatti anche all’uso esterno. Nati nel XX secolo, erano indossati da tiratori di risciò, operai, agricoltori e muratori, anche se oggi la loro popolarità è diminuita. Esistono versioni moderne dei tabi, più simili a calzini normali, disponibili in ampie gamme di colori e prive della chiusura tradizionale, con l’unica caratteristica delle dita separate.
Altri calzini iconici sono i gohon-yubi no kutsushita, i calzini a cinque dita. Sebbene pare siano stati inventati in Spagna, sono stati resi popolari in Giappone e, secondo alcuni ricercatori dell’Università di Tsukuba, avrebbero benefici per la salute: migliorano la circolazione e possono aiutare a prevenire il piede dell’atleta. Nonostante i vantaggi, non sono considerati particolarmente alla moda, ma rimangono un classico tradizionale.
Se in Occidente da qualche anno i calzini con immagini e scritte hanno conquistato una fetta di consumatori, il Giappone resta leader in questa categoria: personaggi di manga e anime o icone come Hello Kitty diventano protagonisti di design coloratissimi e originali.
Molto popolari sono anche i calzini フワフワ o もくもく, soffici e confortevoli, un’alternativa perfetta alle pantofole. Infine, tra le studentesse giapponesi hanno grande successo i ルーズソックス, calzini larghi o scaldamuscoli che hanno contribuito a rendere iconica l’estetica scolastica giapponese, insieme ai successori Kon-hai, calzini alti blu navy che fanno spesso parte delle uniformi scolastiche.
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