Calvin Klein SS26: un brand che ha più a che fare con un modo di essere che di apparire

Gli occhi, per la seconda giornata della New York Fashion Week, erano tutti puntati su di lei: Veronica Leoni, direttrice creativa di Calvin Klein Collection, che dopo il debutto dello scorso febbraio ha portato in passerella la collezione Spring Summer 2026 del marchio, raccontandoci l’evoluzione naturale ma ricercata di quella che è la sua visione di un brand icona dell’american style.

Se nella sfilata Fall Winter 2025 si era già potuta percepire tutta l’abilità sartoriale della designer, è con questa collezione che Leoni ha scelto di spingere i confini, offrendoci una versione di Calvin Klein nella sua accezione più variegata e tridimensionale, portando in scena i diversi aspetti del DNA del brand.

Svoltasi nella Brant Foundation, nel cuore di Manhattan, questa stagione sceglie da una parte di riflettere quella che è l’identità iconica del marchio – tra minimalismo e quella sottile sensualità sussurrata ma mai svelata del tutto – e dall’altra di presentare in modo molto più incisivo e impattante lo sguardo di Leoni sul brand, in un delicato equilibrio tra le parti che non smette di stupire.

Tra il clean style più asettico e pulito e le incursioni derivanti ora dal mondo cinematografico, con i suoi personaggi, ora da una riflessione sulla condizione urbana – a tratti cruda ma non priva di bellezza – di città come New York, Veronica Leoni ha dichiarato che Calvin Klein, più che un marchio, ha a che fare con un vero e proprio modo di essere e di concepire la realtà. Una realtà che deve corrispondere a delle esigenze concrete, ma senza rinunciare al virtuosismo, con le donne che possono indossare i look visti in passerella dal mattino alla sera, grazie alla loro versatilità e, soprattutto, alla capacità di far sentire chi li indossa davvero in un mindset connesso alle esigenze del quotidiano, e non solo a un puro prodotto.

Lo show si è aperto con abiti grembiule essenziali in seta strutturata e cotone, per poi riproporre il concetto del tailleur con pencil skirt e giacche “balconette” che svelano l’intimo, appena accennato eppure presente nella sua aurea potente in tutta la collezione, che si calibra in questo gioco tra rigore minimalista e sex appeal sottile.

Un dualismo tra “esposizione e intimità” che prosegue nei look tailoring, che in questa stagione si concedono guizzi energici anche nelle palette colori, e nei total look con foulard di seta drappeggiati derivanti da stampe floreali d’archivio del 1974, per poi riconciliarsi con cappotti dall’austerità quasi monastica. E ancora, kaftani leggiadri e cocktail dress arricciati incontrano trenchcoat giallo burro e accappatoi che ci parlano di un rientro a fine giornata all’insegna del lusso. L’underwear, da sempre core business di Calvin Klein, sceglie di fondersi perfettamente con questa linearità di forme esclusiva, e troviamo l’iconica banda logata – che da sempre caratterizza l’intimo del marchio – campeggiare su maxi occhiali da sole a mascherina.

In front row, star come Naomi Watts, Solange Knowles, Emily Ratajkowski, Lily Collins e la nuova ambassador Rosalía, per uno degli appuntamenti più attesi di questa settimana della moda newyorkese, che non ha deluso le aspettative. Il futuro di Calvin Klein sembra pronto a rifiorire, e Veronica Leoni sembra aver accolto la sfida con entusiasmo.

[📷Instagram:calvinklein]

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