Bruno Mars è un romanticone, ma col suo album si riconferma un artista raro

Non ci voleva certo un genio per scoprire che Bruno Mars sia un numero uno. L’artista nato a Honolulu, che ha 40 anni – caspita, ma davvero? -, mancava con un disco da troppo tempo: un decennio. Troppo tempo per una delle penne e delle menti musicali e creative più fervide del panorama musicale internazionale. Si chiama “The Romantic” il suo nuovo lavoro, uscito oggi, venerdì 27 febbraio 2026, che rappresenta quasi un unicum nel mondo discografico. Asciutto, 9 canzoni, generi che spaziano da ritmi latineggianti alla disco music pura, sempre con un filo conduttore: l’amore e il romanticismo. Temi che forse in questo periodo sono ancora più importanti, e che soprattutto non tutti riescono a trattare in maniera adatta. Ma Bruno può.

Anche rischiare tutto. Come nel brano “Risk It All”, che apre il disco: un bolero, un po’ Sinatra, un po’ latineggiante. Una ballatissima perfetta per una balera all’Havana. D’altronde il disco si chiama The Romantic, o no? E Bruno ci ha mostrato nella vita di essere un, se non il, romanticone per eccellenza. «Ho rischiato tutto per te», dice mentre delle trombe chiudono un pezzo che è un’apertura che spiazza.

Perché con il singolo che ha anticipato l’album, “I Just Might”, ci aveva fatto pensare a qualcosa di completamente diverso. Più commerciale? Ma sempre in linea con il suo stile. Con quel ritornello ruffianissimo che ti fa dire: ancora? Prima di farti cantare e ballare senza sosta.

Ma “The Romantic” non è tutto questo. C’è “Cha Cha Cha”, il cui titolo lo precede, in cui spingono le percussioni e che sprizza romanticismo da ogni poro e da ogni nota, ammiccante e latineggiante. Come gran parte del disco. In “God Was Showing Off” c’è lo svelamento di un Dio che si palesa in una donna meravigliosa. C’è sexytudine, ma anche religiosità. Un brano quasi gospel, che non si sposta troppo dal filone latino, mantenendo le trombe spianate caratteristiche, come tanto piace a Bruno, e delle percussioni che potenziano un’altra ballad.

C’è ricerca musicale, c’è una capacità vocale unica. C’è la capacità di fare ballad come se fossero facili da scrivere, ma, sentendo tanti cantanti, forse sono le canzoni più toste da fare. In “Why You Wanna Fight” rimaniamo su questo pianeta, dove Bruno in questo caso non capisce perché la sua “compagna”, nella canzone, voglia litigare: «Ma perché vuoi combattere?». Ti prego, smettiamola, deponiamo le armi, facciamo l’amore. Possiamo mettere le cose sul binario giusto, dice Bruno. Ma davvero, come fate a litigarci, dai…

Come si fa con uno che alla musica dà del tu, che stupisce e ci lascia un po’ pensierosi. Ma davvero l’ha fatto? Siamo seri? Sono le reazioni più gettonate. E la risposta perfetta è: sì, punto. In “Something Serious” Mars sembra essersi trasformato in Carlos Santana in “Oye Como Va”: sembra una jam session compressa in 3 minuti, da suonare e cantare per bene, con una bandana avvolta alla testa, sotto il cappello, un completo nei toni chiari, la camicia aperta, un po’ tipo Lou Bega in “Mambo No. 5”. A Bruno manca solo il mambo, ma siamo sicuri che lo farebbe bene comunque.

The Romantic è un disco che merita. Anche soltanto per quelli che sono partiti da “Doo-Wops & Hooligans” e hanno visto l’evoluzione di un percorso netto e incredibile. Di un cantautore raro, che negli ultimi anni ci è mancato parecchio e la cui mano, dopo tanta assenza, si è vista eccome nei duetti che ha fatto con Lady Gaga e Rosé. Grandi canzoni, ma soprattutto operazioni geniali e perfettamente coerenti con i tempi.

Ma merita anche per chi vuole sentire un po’ di buona musica, che di questi tempi non è così abituale, o è un romantico fino all’osso. Come Bruno, che ha sfornato quello che gli esperti chiamerebbero un “concept album”. Tutto legato all’amore, in ogni sua canzone e in ogni sua particella. Tanto che, in chi vi scrive, è venuto il dubbio. Non che sia poco quello che ha prodotto, ma è tutto qui quello che Brunone ha in cascina? O magari c’è un’altra anima, in una sorta di b-side, che prossimamente potremmo ascoltare. Chissà. Forse queste ultime cose sono più una speranza che una realtà concreta.

[📸 Courtesy of Warner Music]

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