Dopo essersi ufficialmente ritirato dalle scene nel marzo del 2022 annunciando di essere stato colpito da afasia, l’anno successivo era stato rivelato il peggioramento delle condizioni di salute di Bruce Willis, al quale fu diagnosticata la demenza frontotemporale. Da allora, gli avvistamenti dell’attore con alle spalle una lunga carriera costellata di successi si sono fatti sempre più radi, con qualche scatto postato sui social dai suoi famigliari più stretti in concomitanza con alcune occasioni speciali.
Di recente, è stata infatti la moglie di Bruce, Emma Heming Willis, a pubblicare sul suo profilo Instagram alcune particolari immagini dell’attore. In un periodo difficile per Los Angeles, colpita dagli incendi, Bruce ha voluto stringere la mano a un agente di polizia per ringraziarlo del suo impegno. «Avvistando un agente di primo soccorso, Bruce non ha mai perso l’occasione di mostrare la sua gratitudine con una stretta di mano sentita e un “grazie per il tuo servizio”» ha scritto Emma ad accompagnare un video nel quale viene ripresa la scena, «E ieri non è stato diverso».
«Da quando abbiamo annunciato la diagnosi di afasia di Bruce nella primavera del 2022, le condizioni di Bruce sono progredite e ora abbiamo una diagnosi più specifica: demenza frontotemporale (nota come FTD)» aveva appunto affermato la famiglia dell’attore nel febbraio del 2023, condividendo alcune novità relative alla sua salute. «Sfortunatamente, le sfide con la comunicazione sono solo un sintomo della malattia che Bruce deve affrontare. Anche se questo è doloroso, è un sollievo avere finalmente una diagnosi chiara. L’FTD è una malattia crudele di cui molti di noi non hanno mai sentito parlare e che può colpire chiunque. Per le persone sotto i 60 anni, la FTD è la forma più comune di demenza e poiché ottenere la diagnosi può richiedere anni, la FTD è probabilmente molto più diffusa di quanto sappiamo. Oggi non ci sono cure per la malattia, una realtà che speriamo possa cambiare negli anni a venire. Con l’avanzare delle condizioni di Bruce, speriamo che l’attenzione dei media possa essere focalizzata sul far luce su questa malattia che necessita di molta più consapevolezza e ricerca».
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