Ci sono capi che raccontano una stagione, e simboli che raccontano un’epoca. Lo scollo alla Bardot appartiene alla seconda categoria, un dettaglio che affiora e riemerge ciclicamente con la forza silenziosa dei gesti archetipici. Una curva languida che scopre le spalle e le clavicole, accarezza il décolleté e suggerisce un’idea di femminilità che oscilla tra candore e consapevolezza. Le sue origini risalgono all’Ottocento, quando Charles Frederick Worth, il padre fondatore dell’haute couture, codificava un nuovo linguaggio sartoriale che intrecciava struttura e decorazione con i suoi celebri “evening dresses”. Ma lo scollo che oggi portiamo anche sulle passerelle, sui red carpet e nell’immaginario condiviso, deve il suo nome e la sua fortuna a un’altra epoca e a una donna in particolare: Brigitte Bardot. La scollatura che oggi porta il suo appellativo rimase in sospeso per quasi un secolo, finché non incontrò la diva che la fece diventare leggenda.

Negli anni ‘50 l’attrice francese, al contempo musa e autrice del proprio stile, trasformò questa linea orizzontale in simbolo di emancipazione sensuale. Che fosse in abiti vichy cuciti a mano o in bluse portate con pantaloni capri, Bardot restituì al corpo lo spazio del gioco e del desiderio. Era l’antitesi del rigore parigino: né balconcino classico né scollatura verticale, ma una linea orizzontale che tagliava lo sterno e abbracciava le clavicole. Oggi quello stesso gesto, a distanza di settant’anni, torna sulle passerelle con una nuova intensità.


Nel 2025, la scollatura di Brigitte Bardot fa il suo comeback con forza nelle collezioni più sofisticate, confermando la sua capacità di reinventarsi senza perdere potenza espressiva. Da Schiaparelli, per l’Haute Couture SS25, lo scollo alla Bardot diventa un teatro surrealista tra bustier scultorei, volumi drammatici e strutture architettoniche. In modo più dissoluto e scomposto, questa peculiare scollatura fa capolino anche sulle passerelle Haute Couture SS25 di Jean Paul Gaultier, disegnata da Ludovic de Saint Sernin. Qui l’atmosfera è piratesca, e le scollature indugiano sulla pelle creando onde passionali come il mare in tempesta. Lemaire, con la sua consueta sobrietà, riporta invece lo scollo Bardot alla sua essenza quotidiana per la SS25, con midi-dress pesca che si aprono con naturalezza sulle spalle, suggerendo che l’eleganza possa risiedere nei dettagli meno gridati.
Ma sono anche le celebrità a riportare lo scollo alla Bardot sotto i riflettori. Prima fra tutte Gigi Hadid, che al Met Gala 2024 ha indossato un abito firmato Thom Browne che rilegge lo scollo Bardot in chiave scultorea e neoclassica, con spalle scoperte incorniciate da una costruzione sartoriale rigorosa, punteggiata di rose tridimensionali. Una sensualità stratificata, colta, che si muove tra rigore e romanticismo. Nicola Coughlan, invece, lo elegge come cifra stilistica ricorrente: abiti da red carpet che scoprono le spalle con delicatezza, declinati in toni pastello, in velluti cangianti o in sete strutturate. La sua silhouette, immersa in una narrazione rétro, dimostra quanto lo scollo Bardot possa diventare, ad oggi, anche un linguaggio identitario. In un fashion system punteggiato da tendenze passeggere, lo scollo alla Bardot è ancora oggi una lezione di misura e seduzione senza tempo.
[📸 IPA; schiaparelli.com; jeanpaulgaultier.com; lemaire.fr]