Brat Mania: e se Cleopatra e Lucrezia Borgia fossero delle Brat Girls ante litteram?

Cosa hanno in comune Charli XCX, Gabbriette, Julia Fox, Kamala Harris, Cleopatra, Lucrezia Borgia, George Sand e Georgiana Duchessa del Devonshire? Apparentemente nulla, soprattutto se pensiamo al fatto che sono donne vissute in epoche completamente diverse l’una dall’altra, ma nella realtà dei fatti sono più simili di quel che si pensa. Sono tutte delle Brat Girls.

Siamo certi che qualcuno potrebbe urlare allo scandalo davanti tali affermazioni, così come in molti potrebbero trovarsi a sbuffare all’ennesima citazione di “Brat aesthetic” perché, inutile negarlo, questa parola è praticamente ovunque. Tuttavia, quando argomenti o tendenze diventano di così ampio dominio pubblico, riuscendo a catalizzare l’attenzione della società, è bene approfondirli, perché indicano quasi sempre un bisogno più profondo, quasi una necessità.

La definizione di “Brat” l’abbiamo letta e riletta mille volte nell’ultimo mese, eppure non tutti sono ancora riusciti a carpirne la reale essenza. Brat sta per ragazzaccia ribelle? O significa saper accettare le proprie fragilità? Brat è fare bagordi con le amiche tutta la notte fregandosene del giudizio altrui, o è indossare una canotta bianca e accessori verde fluo? In realtà Brat è tutto questo e molto altro. Un movimento, di matrice femminista, che promuove la libertà di essere se stesse, consapevolmente. Che poi questo si traduca nel sentirsi libere di piangere quando si desidera o di divertirsi fumando e bevendo alcolici, è la Brat Girl a scegliere. Purché si senta libera di esprimersi, con verità e coerenza con la propria personalità.

Le donne, nel passato, sono state spesso obbligate a nascondersi, a stare in silenzio, a censurarsi in nome di un sistema sociale dominato principalmente da uomini, per cui, quando nei tempi scorsi qualcuna ha osato anche solo leggermente distaccarsi dallo stigma sociale di “moglie e madre modello”, questo ha senza dubbio generato scandalo e chiacchiericcio, consacrando la donna in questione da una parte alla pubblica gogna, dall’altra all’eternità, fino ai tempi di oggi.

Ma quali sono state dunque, nei tempi antichi, le Brat Girls ante litteram? Quali sono state le donne che, nel bene e nel male, si sono “ribellate” alle imposizioni della società per provare a costruire la storia a modo loro? I destini delle donne venivano spesso scritti dai loro padri, fratelli, mariti; non potevano autonomamente scegliere chi sposare, cosa indossare, decidere o meno se sperimentare la maternità, coltivare le proprie passioni. Alcune venivano obbligate alla vita monacale, pur non avendo nessuna vocazione (la Monaca di Monza de “I promessi Sposi” potrebbe raccontarci qualcosa in merito). E quindi a un certo punto qualcuna ha cominciato a non sottostare più a certi regolamenti, sfruttando il potere della propria intelligenza femminile per provare ad aggirare il destino dalla propria parte.

Cleopatra, la regina d’Egitto più famosa della storia, scelse astutamente di sfruttare la propria vita amorosa per proteggere il suo popolo; alleandosi, politicamente e romanticamente, prima con Giulio Cesare e poi con Marco Antonio, al fine di cavalcare l’espansione territoriale di Roma, traendone beneficio anche per l’Egitto. Nei secoli, la regina è stata dipinta come una donna perversa, calcolatrice e senza scrupoli; con senno di poi, Cleopatra si comportò come una sovrana dedita al proprio paese, imparando anche a sfruttare il suo fascino femminile con degli uomini che l’avrebbero altrimenti dominata e sottomessa. La Brat Queen delle piramidi.

Lucrezia Borgia, figlia illegittima del futuro papa Alessandro VI e sorella di Cesare, è ancora oggi simbolo di dissolutezza ai tempi della Roma papalina del ‘500, dedita a piaceri come feste, orge, gioielli e amanti, rigorosamente da avvelenare. In realtà, gli storici si sono prontamente ravveduti nel riconsiderare positivamente la sua figura. Vittima di un padre e un fratello spietati e calcolatori, Lucrezia fu costretta a sposare Giovanni Sforza, salvo poi riuscire a far annullare il matrimonio. Motivo? L’impotenza del consorte. Pare inoltre che la sua intelligenza la rendesse l’unica in grado di tenere in mano le redini della famiglia in assenza di Alessandro VI. Se poi avrà organizzato qualche festa negli splendidi saloni della sua casa romana, cosa c’è di male?

Lady Diana ha avuto un’antenata altrettanto affascinante e famosa. Stiamo parlando di Georgiana Spencer, Duchessa del Devonshire, nonché icona fashion del ‘700 inglese. Dipinta come una mondana dedita a feste e a spese esose per i suoi look, in realtà non molti sanno che, per uno strano gioco del destino che ha in parte vissuto anche la sua erede Diana, suo marito la obbligasse a vivere sotto lo stesso tetto con la sua amante. Georgiana, in quanto donna, non aveva diritto ad avere anche lei una vita privata soddisfacente, tuttavia scelse di vivere il suo amore tormentato con il primo ministro Charles Grey, da cui restò incinta. Costretta a separarsi dal bambino per volere di suo marito, si dedicò ad una vita di dissolutezze per alleggerire le sofferenze di una vita privata che le era stata negata. Morì, lasciando dietro di sé un debito che oggi ammonterebbe a circa 5 milioni di dollari.

George Sand, pseudonimo di Aurore Dupin, è stata una delle penne più accattivanti, meravigliose e di talento di tutto l’800. Talento costretto ad essere rivelato tramite pseudonimo maschile, in quanto ai tempi alle donne era pressoché proibito scrivere. Ma Aurore scelse di scrivere la sua vita, non potendo fare a meno di seguire la sua fiamma. Divenuta figura di spicco dei salotti intellettuali parigini del tempo, la scrittrice divenne l’amante, ricambiata, di figure come Chopin, De Musset e Didier, con cui intercorsero sempre carteggi appassionati. A lungo criticata per la sua sessualità, Aurore se ne fregava di chi la giudicava sconveniente; amava vestirsi da uomo, fumare sigari, bere e intrattenersi in conversazioni, e passioni, infuocate, con uomini e donne.

La lista di Brat Girls del passato potrebbe continuare: Anna Bolena, Caterina di Russia, Jeanne Du Barry, Artemisia Gentileschi, sono solo alcuni dei nomi di donne che hanno scelto di prendere in mano il proprio destino. Purtroppo, secondo i canoni del tempo, la storia è stata sempre e solo scritta dagli uomini, lasciandoci ben poche informazioni sull’effettiva vita di queste protagoniste: cosa provavano? Cosa desideravano? Possiamo solo provare ad immaginarlo. Ecco perché, al di la di una canotta bianca o di un paio di occhiali verde fluo, oggi è importante essere Brat, per rivendicare un silenzio al femminile durato centinaia di anni. Ora, è tempo per le donne di esprimersi.

[📷 IPA]

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