Brasile: la Corte Suprema stabilisce che i discorsi omofobi potranno essere puniti con il carcere

Il Brasile ha preso una posizione chiara nei confronti dell’omofobia dimostrando un impegno tangibile nella lotta contro l’odio e la discriminazione, che sono reato già dal 2019, quando sei su undici giudici della Corte Suprema hanno votato per considerare la discriminazione contro la comunità LGBTQ+ equivalente al razzismo.

Nel corso di questa settimana, precisamente nella giornata di martedì 22 agosto, sempre la Corte Suprema ha deliberato che i discorsi omofobici saranno ora puniti con pene detentive che variano da due a cinque anni, come ha riferito la rete televisiva locale “Globo Tv”. La sentenza è arrivata in seguito alla considerazione che la precedente decisione del 2019, pur rilevante, poneva limiti alla capacità di perseguire i singoli atti, perché orientata verso gli insulti contro l’intera comunità e non verso gli attacchi rivolti a individui specifici. Secondo “Agência Brasil”, l’agenzia di stampa pubblica nazionale, infatti, le vittime dell’omofobia lo scorso anno sarebbero state 228. 

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