Bottega Veneta: rafforza il suo impegno nell’artigianato e nomina Barbara Zanin come direttore “Craft and Heritage”

Bottega Veneta ha nominato Barbara Zanin al ruolo di “Direttore di Craft and Heritage”. Un ruolo, che il brand del gruppo Kering ha pensato appositamente per la veterana Zanin e che prima di oggi, 19 luglio 2024, non è mai stato menzionato. Barbara Zanin lavorerà dunque a stretto contatto con il direttore creativo Matthieu Blazy e l’amministratore delegato Leo Rongone sulla conservazione e promozione dell’artigianato di Bottega Veneta, supervisionando tutti gli artigiani presso l’atelier aziendale di Montebello in Veneto; continuerà a costruire gli archivi del marchio e fungerà da ambassador della pelletteria del marchio.

Come si apprende da WWD, l’azienda ha puntato su Zanin per la sua pluriennale competenza nel settore. Zanin è entrata infatti a far parte di Bottega Veneta nel 1998 come ricercatrice assistente in prodotti in pelle e poi ha ricoperto il ruolo di responsabile dello sviluppo dei prodotti di pelletteria per gli ultimi 23 anni, presso l’atelier di Montebello.

Oltre a svolgere un ruolo fondamentale nel dare forma allo sviluppo dei prodotti in pelle del brand, Zanin è stata determinante nei programmi di formazione dell’azienda, in quanto è una delle fondatrici della scuola di formazione artigianale di Bottega Veneta, “Accademia Labor et Ingenium”. L’accademia, il cui nome è il frutto dalla traduzione dal latino “artigianato e creatività”, è stata aperta l’anno scorso per trasmettere il savoir-faire di lavorazione della pelle del brand attraverso workshop e corsi per studenti, nuovi assunti e dipendenti.

«Craft è la tecnologia senza tempo di Bottega Veneta e sono poche le persone che comprendono la storia, la profondità e la complessità del nostro mestiere come Barbara Zanin», ha affermato Blazy. «Sin dalla mia nomina a direttore creativo, Barbara è stata una figura chiave nel trasmettere il savoir-faire artigianale che è il cuore pulsante della casa. È la persona perfetta per assumere questo ruolo e per proteggere e promuovere l’artigianalità di Bottega Veneta nel nostro atelier di Montebello e in tutto il mondo».

«Grazie al suo impegno di lunga data nei confronti della maison e alla sua profonda conoscenza della nostra tradizione, Barbara Zanin è nella posizione ideale per svolgere il ruolo di ambassador globale del nostro esclusivo know-how manifatturiero tramandato di generazione in generazione», ha ribadito l’amministratore delegato Rongone.

«L’artigianato è il main core di Bottega Veneta. È ciò che mi ha attratto sin da subito della maison, sin dal mio ingresso 26 anni fa», ha affermato Zanin. «Nel corso dei decenni, ho visto in prima persona la fermezza di questa passione. Distingue il nostro prodotto, unisce la nostra community e ispira un’evoluzione e una creatività infinite».

Zanin ha espresso il suo impegno nel rendere omaggio e promuovere ulteriormente una cultura artigianale così ricca, che è stata alimentata dalla visione progettuale di Blazy, intrisa di innovazione.

Da quando è stato promosso al timone creativo del marchio nel 2021 dopo l’improvviso addio di Daniel Lee, Blazy ha messo in primo piano l’abilità artigianale dell’azienda. Lo ha fatto in diversi modi, dal famoso gioco di quella che ha definito “banalità perversa”, reinterpretando capi anche molto ordinari come blue jeans, camicie a quadri e felpe grigie, fino all’estensione della tecnica di tessitura Intrecciata, segno distintivo di Bottega Veneta. Ad esempio, per la collezione primavera 2024 ha chiesto agli artigiani di riprendere le tecniche di intreccio dei cesti utilizzando strisce di pelle tinte e trattate per approssimare fedelmente l’aspetto e la sensazione delle foglie di banano, gettando nuova luce sulla tecnica della pelle per cui il brand italiano è diventato celebre nel mondo, sin dalla sua fondazione nel 1966.

[📷 instagram: newbottega]

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