Bottega Veneta: annuncia la partnership con la Fondazione Luigi Nervi in occasione della Biennale Arte

If All Time Is Eternally Present è il titolo della mostra realizzata grazie alla sinergia tra Bottega Veneta e la Fondazione Pier Luigi Nervi. Il progetto si articola in una serie di opere video degli artisti Tai Shani, Meriem Bennani & Orian Barki e Kandis Williams, inserendosi nell’ampio programma di eventi collaterali della Biennale, tra i Giardini e l’Arsenale.

Presentata dalla Fondazione Pier Luigi Nervi, If All Time Is Eternally Present si svolge nella piazza pubblica di Campo Manin, trasformando la facciata di Palazzo Nervi Scattolin in un dinamico spazio espositivo urbano. Qui, le opere video di Shani, Williams, Bennani & Barki verranno proiettate ogni sera, dal 9 maggio al 7 giugno, dalle 20:30 alle 23:00.

Fondata nel 2008, la Fondazione Pier Luigi Nervi è dedicata alla conservazione dell’eredità del celebre architetto, ingegnere e costruttore. La fondazione promuove un dibattito attivo e orientato al futuro sull’architettura, sui suoi materiali, significati e sul suo ruolo nel mondo contemporaneo, promuovendo anche un fitto programma di eventi e iniziative culturali.

La sponsorizzazione della mostra da parte di Bottega Veneta, sotto la direzione creativa di Louise Trotter, nasce dal profondo legame della maison con Venezia, nonché dal suo impegno di lunga data nella promozione culturale e nel dialogo. Grazie alla sua collocazione in uno spazio pubblico e alla fruizione notturna, If All Time Is Eternally Present propone un nuovo modello di accessibilità e partecipazione nel contesto della Biennale, aperto a tutti. Curato dalle veneziane Marta Barina e Chiara Carrera, il progetto afferma al contempo anche la vitalità creativa contemporanea della città, riflettendone il passato e il presente come luogo unico di scambio interculturale.

Palazzo Nervi Scattolin, commissionato nel 1963 e completato nel 1972 dall’architetto, rappresenta uno dei rarissimi esempi di architettura moderna a Venezia. La struttura riflette un capitolo meno noto della storia cittadina, quando Venezia guardava attivamente al futuro, esplorando nuove idee di rinnovamento sociale e culturale e intrattenendo un vivace dialogo transatlantico con altri centri urbani, in particolare New York. Nello stesso periodo, Bottega Veneta veniva fondata nella vicina Vicenza nel 1966, per poi aprire il suo primo negozio sulla Madison Avenue di New York nel 1973.

If All Time Is Eternally Present ripercorre l’energia, l’apertura e l’ottimismo di quel momento del modernismo veneziano, prolungandone lo spirito di dialogo. Nella piazza aperta di Campo Manin, la mostra mette in scena un incontro tra arte contemporanea, l’architettura di Pier Luigi Nervi e lo spazio pubblico, un incontro anche temporale tra passato e presente di particolare rilievo nel panorama della biennale e che si riflette poeticamente nel titolo. La piazza diventa così un punto di incontro per persone, idee e pratiche artistiche, accogliendo prospettive provenienti dalle esperienze degli artisti tra New York, Rabat, Londra, Tel Aviv, Baltimora e Berlino, e unendole a quelle degli spettatori.

Entrando nello specifico delle opere, la mostra riunisce lavori nuovi, adattati ed esistenti: 2 Lizards (2020) di Meriem Bennani & Orian Barki; A Travel Guide: Black Gothic in South Korean Horror (2025), nuova opera di Kandis Williams; e My Bodily Remains, Your Bodily Remains and All the Bodily Remains that Ever Were and Ever Will Be (2023–2026) di Tai Shani, una nuova produzione derivata dall’omonimo film del 2023.

Questa collaborazione tra la Fondazione Nervi e il brand veneto si configura come un esempio virtuoso di sinergia tra realtà che condividono radici nella sperimentazione e nell’eccellenza. Entrambe investono nel futuro: la fondazione attraverso iniziative culturali e attività filantropiche, Bottega Veneta sostenendo e promuovendo progetti culturali di rilievo, unendo le forze in questo bellissimo progetto.


[📷 Courtesy of Bottega Veneta / © Tai Shani; Courtesy of Bottega Veneta / © Meriem Bennani and Orian Barki]

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