“È più bello fare l’amore dal vivo se c’è sentimento. Non mandate foto private, possono diventare un ricatto, siate più riservati”. Un messaggio alla prudenza e a prestare attenzione ai pericoli di internet, soprattutto a chi si potrebbe nascondere dietro una tastiera. Niente di polemico, se non fosse che, a pronunciare queste parole, è stato Blanco durante un convegno sul cyberbullismo in occasione del Safer Internet Day. E chi meglio di un ragazzo che sa raccontare con freschezza e saggezza insieme la sua generazione, poteva farsi portavoce delle “croci e delle delizie” di quest’era “virtuale”, dove tutto corre e a volte sfugge, come la privacy, come l’intimità.
Un consiglio dal cuore divenuto gogna mediatica. Una sorta di paradosso per cui il cantante è stato accusato di aver lanciato un messaggio negativo che, in qualche modo, trasformerebbe le vittime in carnefici alla stregua di “Aveva la minigonna se l’è andata a cercare” quando, a detta di molti, il focus avrebbe dovuto essere su chi commette quello che è considerato un reato, il revenge porn, e non sulla buona fede della vittima. Vivendo in un mondo “rose, fiori” e quel “cielo di perle” che canta lo stesso Blanco, in effetti, sarebbe così. Ed è per questo che il Blanco che invita a “non mandare foto private” è il Blanco che dice “tutelatevi da quelli che potrebbero essere i rischi” ai tempi di app e social. Un Blanco che dice “esponetevi”, certo, ma col cuore e con la pelle di fronte alle persone, non “digitalizzando un’emozione” che potrebbe andare lontano, dove non volete, non per colpa vostra.
Un messaggio sicuramente controcorrente rispetto al chiacchiericcio e all’”inoltra a molti” di cui la nostra società è spesso troppo succube. Un messaggio mal interpretato, forse a causa di quel concetto per cui la popolarità diventa direttamente proporzionale al giudizio. E il passo di Blanco, dal podio del talento a quello del “stai attento ad ogni parola che dici” è stato più che breve. Il passo che bisognerebbe fare, d’altro canto, è indietro, abbassando il dito puntato, ascoltando il contenuto e non la forma, facendo l’amore e non uno sterile processo alle intenzioni, sempre.