Molto probabilmente, quando l’icona Jane Birkin nel 1983 incontrò su un volo Parigi-Londra il dirigente di Hermès Jean-Louis Dumas, non si sarebbe mai aspettata che questo avrebbe dato origine a un fenomeno di portata storica che, ancora oggi, raccoglie i suoi frutti in un accessorio considerato il più desiderato al mondo. L’attrice britannica quintessenza dell’allure parigina, si lamentò con Dumas di non possedere una borsa abbastanza capiente e comoda per i suoi continui viaggi, qualcosa che sostituisse in maniera funzionale il suo famigerato cestino di vimini, vero elemento distintivo del suo stile. Su queste premesse, la maison francese scelse di progettare una borsa che in qualche modo prendesse spunto dalla già iconica it-bag Kelly, ma con una silhouette ancora più comoda e che potesse fungere anche da bagaglio a mano. Così nasce la Birkin Bag, da decenni considerata la borsa di lusso per eccellenza.
Ora, l’originale borsa appartenuta alla scomparsa attrice e cantante, verrà esposta da Sotheby’s, che fino al prossimo 31 ottobre 2024 ha organizzato una mostra nella sua sede parigina, intitolata “Excellence à la Française”, un tributo ai “migliori esempi di produzione artistica francese nell’ultimo millennio”. La borsa è stata fornita alla casa d’aste da Catherine Bernier, proprietaria della boutique vintage di Parigi “Les 3 Merches”. Jane Birkin aveva donato la sua prima Birkin Bag a una casa d’aste per la ricerca sull’AIDS, nel 1994; nel 2000, è stata acquistata dalla Bernier, che ha scelto di mostrare la sua preziosa acquisizione solo in occasione di esibizioni speciali.
Il reparto moda e lusso di Sotheby’s voleva presentare un pezzo che raccontasse la storia di una maison. La Birkin Bag è il fiore all’occhiello di Hermès, e l’originale appartenuta a Jane presenta segni distintivi unici. Non solo sono impresse le iniziali dell’attrice, ma anche un hardware in ottone dorato, piuttosto che il tipico placcato in oro. È anche adornata con una tracolla non staccabile – un’aggiunta non vista in nessun altro modello – che Jane Birkin usava per appendere il suo tagliaunghie. Inoltre, la borsa fonde due dimensioni separate, rispettivamente la 35 e la 40, combinando la larghezza e l’altezza della Birkin 35 con la profondità di una Birkin 40.

La cosa più incredibile è come nel tempo il significato attribuito a questa iconica borsa sia del tutto in contrasto con lo stile dell’attrice e cantante che ne ha ispirato la creazione. Jane Birkin è sempre stata celebre per uno stile effortless chic, caratterizzato da maglioni e jeans rubati al menswear; lei stessa utilizzava la sua Birkin come un valido alleato per portare un’infinità di oggetti e scartoffie, come si evince anche dal film “Jane B. par Agnès V.”, girato da Agnès Varda nel 1988. Insomma, nessuna traccia di glamour ostentato nello stile della musa immortale e compagna di Serge Gainsbourg, che ha sempre fatto del décontracté una cifra distintiva del suo look.
Un paradosso se pensiamo che attualmente la borsa è diventata simbolo di status symbol di un’eleganza decisamente non rilassata. «Le donne non cercano di assomigliare a Jane Birkin quando vogliono comprare una Birkin», ha detto Bernier a WWD. «Penso che questa mania derivi anche dal fatto che possedere una Birkin equivale a possedere un po’ della storia della maison. Oggi la clientela attratta da Hermès è completamente diversa: gli abitanti delle città che viaggiano molto e che condividono sui social media non hanno molto a che fare con le origini utilitarie del marchio».
[📷 Getty Images; Sothebys.com]