Biblioterapia: i libri come validi alleati per la salute mentale

La bellezza salverà il mondo ma la letteratura potrebbe salvarci da una crisi di nervi imminente. Sin dall’antichità, i libri sono i migliori amici degli uomini: liberano la nostra immaginazione, stimolano la curiosità e arricchiscono la conoscenza culturale, permettono di emozionarci o di riversare nelle storie lette tra quelle pagine i nostri drammi e sentimenti. Che poi fungessero anche da “evasione terapeutica” era già cosa nota, ma che questa cominciasse a definirsi come una vera e propria disciplina psicologica, è una novità che sta prendendo forma solo recentemente.

La biblioterapia, come suggerisce il nome, è una forma di terapia che utilizza letteratura e la poesia per migliorare la salute mentale e il benessere generale. ⁠L’origine di questo termine risale al 1916, con un articolo satirico pubblicato su “The Atlantic Monthly” dello scrittore Samuel McChord Crothers. Crothers discuteva insieme al suo amico “Dr Bagster” sull’utilizzo dei libri come stimolanti o veri e propri sedativi, suggerendo ‘consigli per l’uso’ rivolti a lettori più anziani. Il miglior elisir di lunga vita era leggere più romanzi, cosa nota agli studi contemporanei, in quanto la lettura permette di tenere allenato il cervello.

Oggi, la biblioterapia vanta degli esperti qualificati, chiamati “biblioterapisti”, che scelgono di curare malesseri diffusi della psiche attraverso la selezione di libri. Immaginate insomma di andare in seduta dal vostro psicologo e invece di ricevere una prescrizione di ansiolitici, ricevete una prescrizione di un libro adatto al vostro stato mentale. Ogni prescrizione viene personalizzata per aiutare i clienti a comprendere le emozioni, ottenere informazioni e scoprire nuove prospettive di se stessi.

L’obiettivo generale è quello di fornire conforto dagli aspetti della vita che a volte possono essere troppo pesanti e accecanti per essere elaborati da soli. È un meccanismo per dare un senso a situazioni difficili e trovare rassicurazioni per vari fattori scatenanti situazionali.

A pensarci bene, anche senza un vero e proprio “movimento” regolamentato, quante volte abbiamo trovato conforto tra le pagine di un libro? Quante volte abbiamo trovato risposte o spunti per capire noi stessi attraverso le parole scritte da qualcun altro? Leggere è sempre un atto salvifico e bisognerebbe farlo più spesso, abitudine spesso persa perché sopraffatti dagli impegni quotidiani o semplicemente perché risulta troppo impegnativo immergervisi davvero.

La biblioterapista Ella Berthoud, che si dedica a questa attività dal 2007, ha dichiarato a Dazed che ⁠problemi come ansia, depressione, divorzio, depressione post-partum e preoccupazione per il cambiamento climatico possono essere alleviati attraverso la letteratura poiché mettere le parole a un sentimento una volta indescrivibile può aiutare a attualizzare la validità dell’esperienza di un lettore. Mentre occasionalmente prescrive la saggistica ai suoi clienti, Berthoud dichiara di prediligere la narrativa, in quanto sostiene che questo genere aiuti a “energizzare” il subconscio portando a una vera e propria trasformazione dall’interno.

Secondo la psicoterapeuta Emily Rumble, ⁠la biblioterapia non richiede strumenti o tecniche complesse, in quanto è già intrinsecamente connessa all’empatia dell’animo umano. Nelle antiche civiltà, la letteratura veniva usata come forma di guida morale ed emotiva, con le opere di Platone e Socrate che venivano spesso utilizzate per fortificare il morale e rafforzare la visione del mondo. La biblioterapia, quindi, è semplicemente una continuazione di questo esercizio secolare.

Lucy Pearson, scrittrice freelance, biblioterapeuta e curatrice della biblioteca presso The Literary Edit, aiuta le persone a trovare guarigione, conforto, motivazione o ispirazione suggerendo storie che si adattano a diverse circostanze o fasi della vita. Secondo lei, i biblioterapisti sono come dei personal shopper ma per i libri. Attraverso la sua pratica, le sessioni a volte possono adottare un approccio non convenzionale: oltre a fornire guarigione, possono anche aiutare i clienti a diventare lettori condividendo suggerimenti su come costruire l’abitudine alla lettura o offrendo approfondimenti su come trovare più tempo per essa.

Non sappiamo ovviamente se leggere possa effettivamente curare disturbi psicologici, ma sicuramente è sempre un bene: quindi recatevi in libreria o in biblioteca, e lasciatevi trasportare dal vostro istinto. Lui sa qual è il libro perfetto per voi in questo momento della vostra vita.

[📷 IPA]

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