Bentornata, Lady Gaga: “Mayhem” è il ritorno alle origini atteso da tutti

Da quando, nel 2008, la scena musicale è stata stordita da quella ragazza con la frangia bionda, abiti sensazionali e synth scintillanti, qualcosa è cambiato. Stefani Joanne Angelina Germanotta, negli ultimi 17 anni, è stata tutto quello che voleva, rifugiandosi dietro un brand oltre che a un nome d’arte, che l’ha resa un’icona mondiale. Non solo ha trasformato l’immaginario musicale, ma anche quello estetico, con i suoi outfit e i suoi video musicali. Ha avuto la capacità di calarsi in qualsiasi ruolo, passando da collaborazioni con Beyoncé a Tony Bennett con una naturalezza disarmante. Ha fatto cose straordinarie, altre meno, lasciando – almeno in chi vi scrive – un senso di incompiutezza rispetto a quell’esordio che sconquassò la musica mondiale.

Beh, i tempi sono maturi, perché Stefani Germanotta è tornata per mostrarci esattamente come si fa quella musica. MAYHEM è la dimostrazione naturale del percorso che Gaga ha compiuto in questi anni: maturazione, sperimentazione e la volontà di variare in più campi, con più o meno successo – vedi Joker: Folie à Deux. L’ottavo disco dell’artista, uscito oggi, 7 marzo 2025, è come una lacrima che scivola dagli occhi alla fine di una serata in discoteca, quando ci fermiamo a riflettere tornando a casa.

Parla di fama, di tentazioni, ma soprattutto di amore. Gaga si è trasformata in un’alchimista della musica, dosando sapientemente la dance à la Daft Punk o Purple Disco Machine, l’R&B e il funk à la Prince, il rock, tutto sotto il grande cappello del pop. Culmina il suo viaggio con le immancabili ballad, tra cui quella dedicata al futuro marito Michael Polansky, Blade of Grass.

Nelle 14 canzoni presenti non c’è un momento di calo. Ci sono tanti piccoli Easter eggs musicali: in Vanish Into You sembra di sentire, nella linea vocale del ritornello, gli echi di Bad Romance; in Don’t Call Tonight, quelli di Alejandro; in Shadow of a Man, quelli di Telephone. Forse sono allucinazioni di chi vi scrive, o piccoli accenni per ribadire con forza che questa è la sua roba e che la sa fare tremendamente bene. Senza cadere nel banale o nel già sentito: in poche parole, l’essenza stessa di Lady Gaga.

[📸 BACKGRID / IPA; MEGA; Courtesy of Universal Music Italia / Frank Lebon 📹 YouTube: LadyGaga]

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