Ora, per la prima volta, a rilasciare una dichiarazione è lei. Stiamo parlando di Bella Hadid, coinvolta nelle controversie della campagna Adidas SL72, di cui è stata protagonista discussa solo poche settimane fa; un’adv prontamente ritirata dal colosso sportswear solo a pochi giorni dal suo lancio.
Ma cosa è successo esattamente? All’inizio del mese di luglio, Adidas ha divulgato una campaign per il rilancio delle sneakers SL72, con protagonista la modella, ritornata sulla cresta dell’onda da qualche mese dopo un periodo relativamente lungo di ritiro. Adidas aveva organizzato le cose in grande, con maxi billboard a Time Square, New York City. Tuttavia sono bastate poche ore dalla divulgazione delle immagini per scatenare uno scandalo; le sneakers SL72 vennero infatti originariamente lanciate nel 1972, anno in cui si sono svolte le Olimpiadi di Monaco.
Un’edizione olimpica passata tristemente alla storia quella del 1972, in quanto, proprio durante i giochi, 11 atleti e allenatori israeliani vennero presi in ostaggio, massacrati e infine uccisi dal gruppo terroristico palestinese chiamato “Settembre Nero”. Durante la colluttazione, perse la vita anche un agente di polizia tedesco. Il marchio ha ricevuto immediatamente un contraccolpo, accusato di insensibilità e di non aver menzionato i tragici eventi del 1972. Queste le accuse dello stato di Israele, avallate anche dal comitato ebraico americano pro-israeliano, che ha rilasciato una dichiarazione che condanna il coinvolgimento della stessa Bella Hadid, in quanto notoriamente schierata a sostegno di Gaza nella guerra Israele-Hamas.
La campagna è stata ritirata e Adidas ha espresso le proprie scuse. Di ieri, 29 luglio 2024, è invece la prima dichiarazione della modella, diramata attraverso una Instagram Story. «Non mi impegnerei mai consapevolmente con nessuna arte o opera legata a un’orribile tragedia di qualsiasi tipo. Prima del rilascio delle foto, non ero a conoscenza del legame storico con gli atroci eventi del 1972. Sono scioccata, sono sconvolta e sono delusa dalla mancanza di sensibilità che ha insinuato questa campagna. Se mi fosse stato reso noto tutto ciò, dal profondo del mio cuore, non avrei mai partecipato».
Bella ha anche aggiunto che sarebbero dovute essere fatte ulteriori ricerche su tutte le parti, aggiungendo che lei stessa, la sua squadra e la squadra Adidas avrebbero dovuto agire con la dovuta diligenza: «avremmo dovuto fare più ricerche». Ha continuato a scrivere: «Come ho sempre fatto, e sempre farò, continuerò a parlare di ciò che credo sia sbagliato. Mentre le intenzioni di tutti erano di fare qualcosa di positivo e riunire le persone attraverso l’arte, la mancanza collettiva di comprensione da parte di tutte le parti ha minato il processo. Non credo nell’odio in nessuna forma, compreso l’antisemitismo».
Continua poi discutendo circa “la liberazione del popolo palestinese” e l’attacco antisemita, affermando che «la Palestina non è sinonimo di terrorismo e questa campagna ha involontariamente evidenziato un evento che non rappresenta chi siamo». La modella ha così concluso il suo discorso: «Sono una donna palestinese orgogliosa e c’è molto di più nella nostra cultura rispetto alle cose a cui siamo stati associati nell’ultima settimana». «Sarò per sempre dalla parte del mio popolo in Palestina mentre continuerò a sostenere un mondo libero dall’antisemitismo. L’antisemitismo non ha posto nella liberazione del popolo palestinese. Sosterrò sempre la pace sulla violenza, ogni giorno. L’odio non ha posto qui, e difenderò per sempre non solo il mio popolo, ma ogni essere umano in tutto il mondo».
Stando a quanto riportato da Hypebeast, Adidas starebbe “rivedendo” la campagna; al contempo, pare invece che Bella Hadid starebbe intraprendendo un’azione legale contro il brand per mancanza di responsabilità, ma non si hanno ancora notizie certe circa l’effettivo accoglimento della causa.
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