Belen Rodriguez è tornata alla conduzione de “Le Iene”, il programma di Italia 1 andato in onda ieri, martedì 4 ottobre. La conduttrice ha esordito nel ruolo inedito di “inviata”, realizzando un servizio su un tema molto delicato: la dismorfofobia, ovvero la condizione psicologica caratterizzata da preoccupazioni eccessive e frequenti per le imperfezioni che le persone percepiscono nel loro aspetto fisico.
Belen si è rivolta a esperti, psicologi, oltre ad ascoltare la storia di Federica, una ragazza che ne soffre. Una lunga chiacchierata attraverso cui la conduttrice ha raccontato anche la sua esperienza, svelando le sue insicurezze: negli anni non riusciva a credere ai complimenti che riceveva e questo l’ha portata a fare un percorso personale. «Ho iniziato a studiarmi, ho iniziato ad andare a fare psicoanalisi, ho iniziato quando ho divorziato la prima volta, che per me è stato un dolore incredibile e non riuscivo a superarlo».
In merito alla chirurgia estetica, a cui ricorrono sempre più persone insoddisfatte del proprio corpo, il giudizio di Belen è favorevole – a patto che non sia invasiva – ma non risparmia un affondo sui chirurghi che assecondano le richieste, a volte non necessarie, di ritocchi radicali. «Io sono completamente in disaccordo con i professionisti che sono accondiscendenti con i disturbi, che già se uno ha un disturbo deve essere aiutato, non disturbato ulteriormente. Perché vedo tante persone letteralmente deformate in volto, in viso. La domanda che io mi pongo è: per quale motivo un essere umano deve arrivare da un chirurgo plastico a ridursi così?».
Per Belen questo non è corretto e continua: «Ripeto: sono una che ne fa uso della chirurgia, però mi affido a persone che non ti devastano la faccia. O che ti dicono: no, questo non ne hai bisogno». Ma c’è spazio, in chiusura, anche per una provocazione per i detrattori imperterriti che sputano giudizi: un evento dal vivo in cui, come fece Marina Abramovich, chiunque può sedersi di fronte a lei. «Voglio capire cosa dicono», conclude.