Beauty: le routine skinified sono la vera grande tendenza del settore

Se negli ultimi mesi si è parlato quasi ossessivamente di profumi e fragranze, il 2025 ha avuto un protagonista decisivo nel mondo beauty: l’haircare. Come riportato da BoF, il settore ha registrato una crescita sorprendente, soprattutto nel segmento premium, superando persino le performance delle fragranze di fascia alta nel periodo pre-festivo. È ormai sempre più centrale nelle abitudini dei consumatori e si parla di routine “skinified”, ovvero ispirate a quelle della skincare, ormai consolidate e ampiamente conosciute dal pubblico, che vanno oltre i semplici shampoo e balsamo per creare rituali haircare completi e performanti.

A livello di vendite, infatti, a fare la differenza non sono stati gli shampoo – che restano il cuore economico della categoria, ma senza grandi scatti in avanti – bensì tutto ciò che ruota attorno allo styling e ai trattamenti. È qui che entra in gioco la cosiddetta skinification dei capelli: routine sempre più sofisticate, ispirate alla skincare, che spingono i consumatori a investire in strumenti, sieri, maschere e prodotti ad alte prestazioni. Emblematico è il caso di Color Wow, diventato un punto di riferimento per hair type specifici e premiato con l’acquisizione da parte di L’Oréal. Non si compra di più, si compra meglio. E per il 2026, ormai alle porte, tutto questo non può che amplificarsi.

Tra i grandi protagonisti ci sono anche i tool per l’haircare, dai phon agli strumenti per lo styling più avanzati, con big del settore come Dyson e Shark che non solo hanno abituato il pubblico alla performance, ma lo hanno anche educato, a suon di tutorial, all’utilizzo corretto dei loro prodotti. Dall’altro lato, sempre più consumatori si stanno orientando verso soluzioni più “semplici”, come i bigodini senza calore e gli styling “analogici”, complici la viralità sui social e una rinnovata attenzione ai danni causati dal calore sui capelli. Un altro parallelismo con il mondo skincare riguarda la fiducia nei professionisti del settore: gli hairstylist restano i veri arbitri del successo; più degli influencer e delle campagne digitali, sono loro a validare i prodotti, consigliarli e renderli credibili. Per i brand che guardano al 2026, questo potrebbe diventare un elemento strategico imprescindibile.

Ma la skinification non riguarda solo i capelli: lo stesso fenomeno sta interessando anche la cura del corpo. Per corpo, mani e collo nascono vere e proprie routine dedicate, perché i consumatori stanno prendendo sempre più consapevolezza dell’importanza di prendersi cura di ogni parte di sé. Non si tratta più solo di idratare o applicare prodotti generici, ma di seguire sequenze precise, scegliere formulazioni mirate per ogni zona e integrare strumenti tecnologici che migliorano risultati ed esperienza. Le mani vengono coccolate con scrub, maschere e oli specifici; collo e décolleté ricevono attenzioni mirate grazie a sieri e dispositivi a luce LED; il corpo intero viene trattato come una tela da curare con ritualità precise, unendo piacere sensoriale e beneficio estetico.

Sempre più consumatori vogliono portare a casa trattamenti che un tempo erano esclusiva delle spa o dei centri estetici di lusso: maschere LED, dispositivi firmati Shark Beauty, strumenti Medicube e altri beauty tool stanno conquistando gli scaffali – e i bagni – di chi desidera sperimentare rituali di bellezza domestici. Certo, i risultati non sono mai del tutto paragonabili a quelli ottenuti dai professionisti, ma se usati con costanza garantiscono un’esperienza gratificante, un senso di controllo e di cura personale sempre più ricercato. L’idea di costruire una routine completa, anche se articolata, trasforma la cura di sé in un gesto di piacere ed empowerment, rafforzando l’attenzione non solo sulla performance dei prodotti, ma anche sull’esperienza e sulla soddisfazione personale.

[📸 Instagram: olaplex]

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