Bar Far: il bar installazione che trasforma Roma in un sogno barocco e contemporaneo

Spesso in una città come Roma, carica di storia, arte, bellezza e anche criticità, tutto sembra scontato. Ogni cosa agli occhi meno attenti può apparire immobile e immutata: le piazze barocche, le rovine imperiali, le fontane monumentali, i palazzi rinascimentali. Il rischio è che la contemporaneità possa sentirsi quasi schiacciata da una storia che non ammette di essere superata e che spesso le persone non vogliono nemmeno provare ad allontanare con lo sguardo. Roma è bellissima, ma è e sarà sempre Roma, con tutte le sue contraddizioni e, soprattutto, con tutta la sua bellezza. Ma esistono realtà in cui Roma sembra un po’ meno Roma, oppure così intensamente Roma da diventare quasi irreale. E quando le funzionalità di una città moderna si uniscono all’arte, Roma diventa davvero la città che oggi vogliamo vivere.

A dimostrarlo è la suggestiva installazione ospitata da Villa Lontana, un luogo che si autodefinisce sia fisico che metafisico, così chiamato per la sua distanza dalla città, ma che oggi si è avvicinato al cuore urbano grazie a Bar Far: un’installazione site-specific e al tempo stesso un bar perfettamente funzionante, creato da Clementine Keith-Roach e Christopher Page. Si tratta del progetto inaugurale del nuovo spazio di Villa Lontana a Trastevere.

Keith-Roach e Page utilizzano scultura e pittura per animare l’architettura di questo nuovo interno, dando vita a un gesamtkunstwerk allucinatorio, nella scia della Roma antica e barocca. Corpi che emergono dalle pareti sembrano generare lo stesso spazio che adornano, mentre dipinti murali in trompe-l’œil paiono spingere oltre i muri verso una vista infinita. Questo spazio onirico viene attivato da un programma di performance dal vivo, previsto per la serata di apertura e per tutta la durata della mostra.

Come i sogni, Bar Far è una condensazione di strati paradossali. I rilievi in calco di gesso di Keith-Roach drammatizzano l’edificio stesso: parti di corpi emergono dalle pareti e si combinano con materiali da costruzione come mattoni, tubature e legno, sembrando non solo decorare ma anche costruire Bar Far, come cariatidi infrastrutturali. La pittura murale di Page trasforma l’ultima stanza in un colonnato o chiostro illusorio che non si affaccia su un paesaggio celestiale, ma offre invece un’infinità inquietante che ci attrae con un bagliore ambiguo e ultraterreno.

Un progetto che mette in dialogo gli opposti come i calchi scultorei e le pareti rosso fuoco in un ossimoro che ricorda quello di Roma stessa: un luogo dove gustare un drink e, allo stesso tempo, immergersi in uno spazio sospeso e senza tempo.

[📸 Instagram: clementinekeithroach]

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