Balenciaga Winter 2025: Per Demna Gvasalia la moda è morta e l’ultima sfilata ne sarebbe la prova

Che Demna Gvasalia sia un provocatore, geniale e controverso, lo abbiamo ripetuto fino alla nausea; ha saputo portare un mondo, quello del clubbing e della post soviet culture, in uno dei marchi più sofisticati e altisonanti di sempre come Balenciaga. Ormai abituati alle sue sovversioni stilistiche, con il tempo i suoi codici hanno fatto scuola anche per altri brand, imprimendo un immaginario ugly-street e dark, ma caratterizzato da lirismi strutturali notevoli, diventato popolare in tutto il mondo. Le provocazioni sono ciò a cui il designer georgiano ci ha abituato da sempre, ma se le altre volte ci ha sorpreso con momenti very hot o costruzioni affilate, questa collezione Winter 2025 di Balenciaga, presentata questa sera a Parigi, ha portato in scena qualcosa di diverso.

Sulle note del “Chiaro di luna” di Beethoven, succeduta da una traccia techno in pieno stile Gvasalia, un casting di volti spiazzanti e anti convenzionali ha interpretato tipi umani con l’accezione più quotidiana del termine. Un sartoriale ridotto al minimo introduce lo show, per poi proseguire con il normcore fatto di jeans e piumini, talmente basici da non presentare nemmeno più i consueti volumi del marchio. Look da impiegati da ufficio, per nulla tirati a lucido ma piuttosto sgualciti, avanzano per poi lasciare spazio a long hoodie dress oversize e a una sfilza di outfit da “maranza” nati dalla collab con Puma.

Ha trionfato il basic, l’anonimato, il brutto e ancora una volta non ci resta che chiederci se Demna Gvasalia sia un genio o un folle. Questa sera, su una passerella parigina, abbiamo assistito alla morte simbolica della moda: una morte che forse si collega ai tempi duri della contemporaneità e su cui Gvasalia vuole farci riflettere? Una sfilata che rappresenta il decadimento creativo di un sistema alla deriva? Qualunque cosa stesse cercando di dirci, forse la capiremo con il tempo.

[📷 Getty Images]

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