Cresce l’attesa per l’arrivo del “The Hacker Project”, ovvero la collaborazione – definita “hacking”, cioè hackeraggio – di Gucci x Balenciaga. La collezione, ideata utilizzando le silhouette caratteristiche di Gucci reinterpretate da Balenciaga, comprese le audaci interpretazioni del Jackie borsa così come borsoni e borsoni ricoperti da un monogramma “BB”, sarà disponibile in 74 spazi fisici in tutto il mondo a partire dal prossimo 15 novembre.
Aspettando “Gucciaga”, però, il brand guidato da Demna Gvasalia ha deciso di creare ancora più “hype” intorno alla sua nuova linea, imbrattando le proprie vetrine con la scritta “Gucci”.
I fan più accaniti del brand, però, non hanno potuto fare a meno di notare come questo gesto ne richiami un altro altrettanto iconico del passato. L’idea “dell’atto vandalico”, infatti, prende ispirazione dal graffito realizzato da Kidult – più volte definito anche come “il vandalo della moda” – che, a partire dal 2011 ha imbrattato le vetrine di JC/DC, Colette, Supreme e Marc Jacobs. Lo scontro a cui il brand fa riferimento in questo caso è, ovviamente, quello avvenuto nel 2019 ai danni di Balenciaga. La “faida” semi-scherzosa iniziò poiché Kidult accusò il brand di aver usato il font lo stile dei suoi graffiti per le sue borse – prodotte a partire dal 2017 e diventate poi iconiche -, scrivendo “Merry Crisis” sulle vetrine della boutique parigina.

