Balenciaga: il designer Miguel Adrover accusa Demna Gvasalia di copiarlo

«Che dire, ci vedremo in tribunale per il processo! Sono un pò stanco che questo tizio che disegna per Balenciaga non smetta letteralmente di copiarmi, è triste che nessuno dei fashion editor che erano seduti in prima fila alle mie sfilate non abbia il coraggio di riconoscere che io faccio queste cose da più di 14 anni. Uno (Demna) che fa pagare così tanti soldi, in quanto servitore di un grande brand di lusso come “Balenciaga”, dovrebbe avere un proprio stile».

Queste le parole decisamente amare espresse sui propri canali social da Miguel Adrover, il designer spagnolo founder dell’omonimo brand, contro Demna Gvasalia, direttore creativo di Balenciaga. Adrover sosterrebbe che Gvasalia si sia molto più che “ispirato” a lui per la sua ultima collezione Couture Fall Winter 2024 di Balenciaga – presentata ieri a Parigi – ma che lo avrebbe letteralmente copiato.

Il creativo spagnolo, definito da molti un vero e proprio outsider, è stato “the one to watch” alla settimana della moda della Grande mela nei primi Duemila, per poi sparire dalle scene a causa di show controversi e problemi legali con il finanziatore Pegasus Apparel. Con i complimenti di Anna Wintour e quelli della giornalista del New York Times, Cathy Horn, dopo solo qualche collezione Miguel Adrover si aggiudicò, nel 2000, il premio Cfda come Best New Designer of the Year e la nomina Best Avanguardist Designer da Vogue. Un periodo d’oro per il designer, che poi sprofondò in un buco nero a causa dei dissidi finanziari.

Da sempre appassionato di recupero di abiti usati e assemblaggio, Adrover accusa ora Gvasalia di utilizzare il medesimo approccio che lui utilizza da quasi 15 anni. La differenza è, che essendo Balenciaga un brand dalla portata enorme e con una riconoscibilità internazionale, fa molto più rumore di un brand più piccolo e indipendente. In tantissimi avrebbero commentato il post del designer, avvalorando le sue tesi, e tra questi spiccano i commenti di Julia Fox e Chloë Sevigny.

Una questione, quella del copy paste da parte dei grossi marchi verso i brand più indipendenti, che era già stata sollevata durante la scorsa fashion week di febbraio 2024, quando ad esempio il brand emergente Di Petsa riscontrò delle similitudini fin troppo “simili” con la collezione presentata in sfilata da Courregès, in particolare per il design della “hot pocket”, ovvero la tasca frontale portata in sfilata da entrambi i brand, con la differenza che uno è molto più famoso dell’altro.

Una rivolta dei piccoli brand contro i grandi marchi del lusso? Ma soprattutto siamo sicuri che si tratti di “plagio” o semplicemente di una risposta generale ad un comune sentire, che si trasforma sempre di più in brand molto simili tra loro?

Al momento non abbiamo ancora nessuna dichiarazione da parte di Gvasalia, e non sappiamo se sceglierà di replicare alle accuse oppure sceglierà il silenzio. Non ci resta che attendere per ulteriori sviluppi.

[📷 instagram: balenciaga/ migueladroverofficial]

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