“Baby Reindeer”, parla la vera stalker di Richard Gadd: ”Sono io la vittima”

Negli ultimi giorni la serie Netflix “Baby Reindeer”, oltre a scalare le classifiche di spettatori, ha portato alla luce la reale esperienza di vita del suo creatore e interprete, Richard Gadd. Abusi da parte di un produttore e stalking di una donna sono al centro della narrazione di Richard, che dopo aver rilasciato la serie sulla piattaforma ha precisato, sia nel corso di diverse interviste che sul proprio profilo Instagram, di aver mascherato accuratamente i protagonisti della storia creando una caratterizzazione dei personaggi diversa da come nella realtà apparirebbero. Tuttavia, il web è un luogo che cerca e brama costantemente la verità, e la curiosità degli spettatori ha innescato una ricerca dei colpevoli – che, però, come ha affermato lo stesso Richard Gadd, «Non è il punto dello show» – trovando volti e nomi da accusare. 

In particolare una donna scozzese di 58 anni, laureata in legge all’Università di Aberdeen, è stata identificata dai detective del web come la vera stalker di Richard Gadd, e, senza rivelare il suo vero nome, ha rilasciato un’intervista al “Daily Record” dove ha affermato: «Sono io la vittima, non Richard Gadd». La donna, che attualmente vive a Londra e dice di non vedere Richard da 12 anni, afferma di essere stata minacciata a seguito dello show, che a sua detta riporterebbe fatti non veri, e anche una protagonista che non le assomiglia: «Ho avuto minacce di morte come risultato del suo spettacolo nonostante il fatto che molte delle cose che ha affermato non sono vere». «Qualcuno online ha detto: “Se ti trovo ti ucciderò”. Un ragazzo della Carolina del Nord ha detto che lui e altre persone mi avevano stalkerato come se dovessi aver pedinato Gadd», continua la donna, affermando ancora: «Ho dormito due ore la scorsa notte. Ho pensato: “E se i suoi sostenitori facessero davvero cose del genere?”».

La real-life Martha è determinata a raccontare il proprio punto di vista della storia: «Non ho guardato “Baby Reindeer” ma ho visto varie cose. A volte ero in compagnia di Richard Gadd, ma non l’ho perseguitato come sostiene. La sua storia è una grossolana intrusione nella mia privacy. Non lo vedo da 12 anni. Ho letto che aveva scritto quello spettacolo per il festival quattro o cinque anni fa e ho pensato: “Oh mio Dio”. Questo fine settimana ho cercato su Google e le storie su Richard Gadd e “Baby Reindeer” erano dappertutto con luci lampeggianti. Sono venuta a conoscenza quattro o cinque anni fa che chiamava il personaggio Martha e ho visto la foto dell’attrice. Non credo di assomigliare a quella donna (…). Come quella cosa di Johnny Depp e Amber Heard, sento di essere perseguitato come Johnny Depp. Sono il Johnny Depp in questa situazione che viene attaccato da pazzi su internet».

[📸 Ed Miller/Netflix]

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