“Baby Reindeer”, al via un’indagine della polizia dopo che i fan della serie hanno ingiustamente accusato un regista sui social

Negli ultimi giorni la nuova serie Netflix intitolata “Baby Reindeer”, incentrata sulla storia drammatica di un comico vittima di abusi e stalking, è diventata virale a tal punto da spingere alcuni fan dello show a cercare i veri responsabili dietro le vicende narrate. La serie, ideata, scritta e interpretata da Richard Gadd che attraverso il personaggio di Donny racconta la propria personalissima storia, pare quindi essersi tramutata in una sorta di “caccia alle streghe” condannata anche dallo stesso protagonista.

Se infatti tramite il proprio profilo Instagram lo stesso Gadd aveva affermato che la ricerca di un colpevole non era “il punto principale dello show”, niente sembra aver ancora placato gli animi di chi, invece, un responsabile è fortemente intenzionato a trovarlo, e crede anche di essere in grado di farlo. Di recente, infatti, come riporta anche il “Daily Mail”, la polizia avrebbe aperto una nuova indagine «dopo che i fan [di “Baby Reindeer”] hanno accusato ingiustamente un regista teatrale di essere l’aggressore nella vita reale rappresentato nello spettacolo».

Stando alle teorie che prontamente hanno cominciato a diffondersi sui social, in molti hanno sostenuto che il personaggio dell’agente comico, che abusò sessualmente di Gadd, sia da ricondurre al regista Sean Foley. Dopo una serie di post diffamatori pubblicati contro di lui, oltre a insulti di ogni genere ricevuti sul web, Foley avrebbe quindi deciso di sporgere denuncia e, tramite un post pubblicato sul suo profilo X (ex Twitter) ha scritto: «La polizia è stata informata e sta indagando su tutti i post diffamatori, offensivi e minacciosi contro di me». A tal proposito, anche lo stesso Gadd ha voluto smentire quando affermato dagli utenti del web scrivendo su Instagram «Le persone che amo, con cui ho lavorato e che ammiro (incluso Sean Foley) vengono ingiustamente coinvolte nelle speculazioni. Per favore, non speculate su chi potrebbero essere le persone [della serie] nella vita reale. Non è questo lo scopo del nostro show».

[📷 ©️ Ed Miller / Netflix]

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