Babbo Natale non si è vestito sempre di rosso…C’è lo zampino di Coca-Cola!

Se chiedete ad un bambino di disegnare Babbo Natale, nel 99% dei casi lui disegnerà un omone paffuto con lunga barba, berretto rosso abbinato al completo ed un paio di stivali neri. Se l’aveste chiesto ad un bambino vichingo probabilmente avrebbe disegnato un mostro in pelliccia, mentre nel 1800 inglese, le vesti di Santa Claus sarebbero state dipinte in vermiglio e verde smeraldo. Ma cos’ha portato Babbo Natale a scegliere il total red? Partiamo dalle origini: la prima influenza estetica di Santa Claus è legata a San Nicola di Bari, vescovo di Mira vissuto nel IV secolo d.C. Secondo la tradizione cattolica, il santo benefattore era solito portare dei doni preziosi alle bambine, per permettere loro di sposarsi e scappare ad un futuro di prostituzione. San Nicola indossava una casacca sfarzosa in rosso con ornamenti dorati. Secondo le leggende germaniche, Santa Claus deriva invece da Odino, la divinità in pelliccia che durante il solstizio d’inverno si recava sulla terra e, in cambio di fieno per il suo cavallo, ricompensava i bambini con latte e dolciumi. La leggenda ha radici molto antiche ma è solo nel 1800 che Babbo Natale acquisisce una forma più modernizzata e amichevole. Da vescovo e cacciatore, Father Christmas anima i racconti di Charles Dickens e Clement Clarke Moore, e viene illustrato in vesti moderne e variopinte da Norman Rockwell e John Leech. Il rosso del suo abito viene però consolidato nel 1931. Da chi? Da Haddon Sundblom, illustratore delle campagne natalizie di Coca-Cola per più di trent’anni, che associò definitivamente i colori del brand a quelli del nuovo Babbo Natale. E grazie alla marca di bibite più famosa al mondo, oggi Santa Claus rallegra il natale con le sue vesti rosso sgargiante!

Una sfarzosa veste rossa con ornamenti in oro: San Nicola di Bari, vescovo di Mira, è uno degli antenati più antichi di Babbo Natale. Vissuto a cavallo tra il III e il IV secolo, il santo benefattore era solito portare dei doni alle bambine durante la notte tra il 5 e il 6 gennaio. Con i suoi regali preziosi, alle bimbe venivate data l’opportunità di sposarsi e scappare ad un futuro di miseria e prostituzione.

I vichinghi veneravano molte divinità, tra cui Odino: un dio a cavallo che, durante il solstizio d’inverno, approdava sulla terra per una battuta di caccia. Secondo la mitologia norrena, Odino indossava un’imponente pelliccia, accompagnato dal suo cavallo. Al suo arrivo i bambini erano soliti lasciare del fieno per il cavallo fuori dalla porta di casa, e Odino li premiava con dolciumi all’interno di piccole calze.

Dai costumi da caccia del Nord Europa a quelli sacerdotali in Italia e in Turchia, Babbo Natale raggiunge il successo globale nel 1800. Lo scrittore Clement Clarke Moore descrive Father Christmas con il suo tipico aspetto panciuto, mentre Charles Dickens lo rende famoso ne “La Notte Prima di Natale”. Illustrato da Norman Rockwell e John Leech, Babbo Natale diventa un’icona in rosso e verde smeraldo.

Nel corso del XIX e XX secolo, Santa Claus comincia la sua scalata verso la fama da icona pop. Nel 1859, l’illustratore politico Thomas Nast raffigura Santa Claus nel settimanale Harper’s Weekly all’interno di svariate situazioni. Babbo Natale fuma la pipa, risponde alle lettere dei bambini in ciabatte, entra nei camini e…Distribuisce doni all’esercito dell’Unione, indossando una divisa a stelle e strisce.

È nel 1931 che Babbo Natale si converte all’uniforme rossa bordata di pelliccia bianca. Haddon Sundblom, illustratore di Coca-Cola per oltre 30 anni, dipinge Santa Claus in rosso e bianco, in sintonia con i colori utilizzati dal brand di bibite. Con una mossa di marketing azzeccatissima, Coca-Cola è la promotrice di un restyling di Babbo Natale che conquista tutto il mondo.

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